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I LIBRI DI TOTALITÀ

Rassegna mensile di novità librarie: Novembre 2014

di Mario  Bozzi Sentieri

Rassegna mensile di novità librarie: Novembre 2014

POLITICA

Salvo Toscano, La camera grassa. Una dieta per i consigli regionali degli sprechi (Rubbettino, pagg. 130, Euro 14,00)

Non ci sono solo la camera alta di Palazzo Madama e quella bassa di Montecitorio nella geografia della casta italiana. C'è una terza camera, altrettanto costosa e affollata, che per anni ha fagocitato risorse pubbliche, usate anche per pagare la tintura dei capelli, i fumetti o l'ingresso al night dei consiglieri. È la "camera grassa" composta dai consigli regionali italiani, diciannove più i due consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano. Fino a ieri un esercito di 1.111 consiglieri, abbondantemente pagati e foraggiati con generosi, e spesso incontrollati, trasferimenti di denaro pubblico ai gruppi parlamentari attraverso il sistema dei rimborsi. È proprio sul sistema dei rimborsi che negli ultimi due anni magistratura e Guardia di finanza hanno cominciato a indagare, scoperchiando a ogni latitudine una serie clamorosa di scandali e sprechi. Questo libro ne ripercorre la storia e racconta come sulla spinta di questi eventi la "camera grassa" dei consigli regionali negli ultimi due anni sia stata messa a dieta, con una serie di tagli imposti dal governo nazionale, che le Regioni hanno adottato. Non senza qualche trucco.

 

EUROPA

 

Danilo Quinto, L' Europa tra Sodoma e Gomorra. Un viaggio nel continente senza Dio (Arkadia, pagg. 186, Euro 15,00)

Quali sono le origini dell’Europa e chi sono i suoi padri fondatori? Che cosa s’intende per Europa Giudaico-Cristiana e quali sono le cause della decadenza europea? Quali sono i fondamenti dell’illuminismo e della cultura razionalista e quali conseguenze ha avuto la rivoluzione del ’68 sulla crisi dell’Occidente? Come nasce e che cos’è il relativismo e qual è la sua forza pervasiva e di dominio sull’essere umano? Quali sono le sue conseguenze antropologiche? Come si è sviluppata la cultura del disincanto totale, come l’ha chiamata Benedetto XVI? Si tratta di una crisi economica, come si afferma da più parti, o di una crisi di principi? Rispetto alla crisi dell’Occidente, quale ruolo può giocare l’Islam? Che differenza c’è tra il Dio dell’Islam e quello dei cattolici? Attraverso un’esposizione agile, semplice e di taglio divulgativo, questo libro intende rispondere a queste e a molte altre domande, che interrogano la coscienza dell’uomo contemporaneo.

 

GEOPOLITICA

Patricia Chiantera Stutte, Il pensiero geopolitico (Carocci, pagg. 231, Euro 18,00)

Come è stato pensato lo spazio nella politica e nella geografia? Come riflettevano sul territorio e sulla sovranità i protagonisti della politica e gli uomini di cultura? Quali mappe geopolitiche hanno costruito e come si costituisce l'immaginazione geopolitica del mondo tra Otto e Novecento? A partire da questi interrogativi, il libro analizza criticamente alcuni spazi immaginari, visioni politiche e geopolitiche, individuando tre punti di snodo del paradigma geopolitico - nazionale, imperialista, globalista - che vengono posti in stretta relazione con le rispettive forme di potere e di egemonia politica mondiale. Il libro ricostruisce i rapporti e gli intrecci fra la geopolitica e il pensiero politico attraverso l'osservazione delle mappe mentali delineate nelle opere maggiori tra l'Otto e il Novecento. Emerge, così, l'immagine del mondo che è sottesa a parte della cultura tedesca e anglosassone e che influenza non solo l'opinione pubblica ma anche gli equilibri di potere internazionali. 


SOCIETA’

 

Roberto Volpi,  La nostra società ha ancora bisogno della famiglia? Il caso Italia  (Vita e pensiero, pagg.  178, Euro  15,00)

La famiglia cambia pelle, e questo suo trasformarsi, si dice da più parti, è segno di vitalità, di capacità di risposta ai mutamenti della società. Siamo proprio sicuri che sia così? Roberto Volpi, statistico attento a far dialogare i dati con la vita e i comportamenti sociali del nostro Paese, sfata questo e altri miti mostrandoci una realtà ben diversa con la quale fare i conti. La famiglia nella sua modalità ‘tradizionale’, fondata sulla coppia unita in matrimonio e aperta ai figli, ha svolto un ruolo fondamentale nel risollevare le sorti dell’Italia appena uscita dalla Seconda guerra mondiale e ha goduto di ottima salute fino a metà degli anni Settanta, poi la sua traiettoria vitale ha preso un’altra strada, fino alla situazione di oggi, caratterizzata da una perdita di prestigio che si misura in numeri di matrimoni e di figli mai così bassi nella storia d’Italia. La domanda è: terranno le società occidentali se continuerà lo scivolamento verso forme di famiglia a sempre più bassa responsabilità individuale e di coppia, se i tassi di fecondità e di nascite rimarranno drammaticamente lontani dalla soglia di sostituzione delle generazioni? Famiglia e società sono ben più saldamente intrecciate di quanto oggi si tende a pensare. La sfida è aperta.

 

                                                                     

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Gennaro Malgieri, Il pallone smarrito  (Tabula Fati,  pagg. 116, Euro 10,00)

 

Il Mondiale brasiliano ha mostrato tutti i segni della decadenza del movimento calcistico. Diventando “globale”, il football ha smarrito le differenze che lo hanno caratterizzato per quasi cento anni.

Uniformandosi, le scuole calcistiche tendono ad assimilare moduli e schemi tattici che neppure qualche raro fuoriclasse riesce più a “contaminare” con il proprio estro, per quanto non manchino volenterosi individualisti purtroppo piegati alle esigenze dei club trasformatisi da società sportive in aziende economico-finanziarie.

Il calcio, insomma, non sfugge alla logica mondialista. È questo il motivo per cui si è omologato nel modo di esprimersi e di proporsi. La Coppa del Mondo disputata in quella che una volta era la terra felice del futebol ha confermato la tendenza “utilitarista” a cui il calcio s’ispira da oltre vent’anni.

Gennaro Malgieri, analizzando il Mondiale brasiliano, tratteggia le anomalie di una nuova geopolitica calcistica confusa, acefala, regolata da fattori extra-sportivi.



 

VISIONI

 

Paolo Isotta, La virtù dell'elefante - La musica, i libri, gli amici e San Gennaro (Marsilio, pagg. 600, Euro 21,50)

 

Paolo Isotta è famoso pur non andando in televisione. È storico della musica e fa il critico musicale al “Corriere della Sera”  ma è scrittore completo. Con questo libro fa una summa della sua esperienza umana, prima, artistica, poi. La virtù dell'elefante (che è quella di avere una mente robusta per sopportare una mole di sapienza) non è un'autobiografia perché non racconta la vita di Paolo Isotta secondo una sequenza cronologica: la sua vita discende dalla favola di Napoli e dei grandi personaggi, certo non solamente della musica, che egli ha incontrati. Senza aver letto questo libro è impossibile capire che cosa sia Napoli, città che si offre con aspetto lusinghiero e ingannevole, ingannevole nelle prospettive di gioia come nella querimonia perpetua. Qui un napoletano rivela che cosa si nasconda dietro la maschera. Paolo Isotta vive da quasi sessant'anni in simbiosi con la musica. Nessuno può oggi vantare un'esperienza umana e artistica pari alla sua. Così le sue memorie investono una lunghissima serie di colossi, della musica e della vita; ne sono glorificati molti, e richiamati alla mente di un'età atta all'oblio; alcuni falsi miti vengono sfatati. Anche tanti geniali, o non geniali, poveri cristi, di quelli che ogni giorno si arrampicano sugli specchi per sopravvivere; e alcuni esseri furbissimi e cattivi: raccontano le memorie. E le memorie toccano tanto musica e compositori quanto interpreti e interpretazioni. Isotta ricorda decine d'interpretazioni della stessa opera, dello stesso brano; e le richiama davanti al lettore; e quando descrive un'opera musicale, grazie alle sue parole è come se davanti al lettore venisse eseguita. Ma le sue esperienze non sono solamente musicali. In uno stile classico e fluido a un tempo, Isotta dice dei suoi poeti, scrittori, pittori: di Virgilio e Manzoni, di Flaubert e Pirandello, di Pascoli e Gottfried Benn, di Giotto, Raffaello, Bronzino, Reni, Tiepolo. Propone di risistemare il Settecento musicale; parla di Alessandro Scarlatti, di Haydn, di Beethoven, di Verdi, di Wagner e del teatro comico napoletano. E dei suoi Santi: Gennaro, Patrizia, Antonio, Padre Pio e Ipazia, pagana. Ognuno in questo libro troverà il suo.

 

ECONOMIA

 

Deirdre N. McCloskey, I vizi degli economisti, le virtù della borghesia (IBL Libri, pagg. 138, Euro 16,00)

 

In che direzione va la scienza economica? Secondo Deirdre McCloskey, da oltre cinquant'anni gli economisti continuano a ripetere gli stessi errori. La ricerca è ancora oggi pesantemente condizionata dai grandi progetti costruttivisti elaborati dagli anni Quaranta da tre premi Nobel: Lawrence Klein, Paul Samuelson e Jan Tinbergen.
Scienziati sociali quantomai autorevoli, l'influenza di Klein, Samuelson e Tinbergen ha portato gli economisti a praticare sempre più diverse forme di ingegneria sociale, con l'ambizione di prevedere e controllare la vita delle persone. I “vizi” degli economisti sono una conseguenza dell’abbandono delle “virtù borghesi”, anche nella vita intellettuale. La buona ricerca scientifica dovrebbe funzionare come un mercato, non in modo freddo e meccanico, ma attraverso la fiducia, il dialogo e la persuasione. Per McCloskey bisogna allora tornare, nello studio dell’economia, alle virtù intellettuali e morali di David Hume e Adam Smith: un insieme di principi morali che predicano serietà nell’esaminare i fatti, attenzione nella costruzione delle teorie e prudenza nella politica economica.

 

FILOSOFIA

 

Valerio Benedetti, Riprendersi Giovanni Gentile (La Testa di ferro, pagg. 128, Euro 13,00)

 

Il 15 aprile 1944, un commando partigiano tendeva un’imboscata mortale al maggiore pensatore italiano allora vivente, sacrificando sull’altare dell’odio fratricida quello che era stato definito “il filosofo del fascismo”. Oggi, a 70 anni esatti da quell’omicidio, per un giovane che si affacci al mondo delle idee anticonformiste Giovanni Gentile rappresenta tuttavia un illustre sconosciuto dal punto di vista delle idee. Si ricorda spesso il Gentile “martire” e il Gentile riformatore della scuola, quasi mai il Gentile artefice di un pensiero della libertà, del dovere, della comunità, dello Stato. Del filosofo siciliano si è fatto uno scialbo “liberale”, un pigro chiosatore di Hegel, laddove invece egli ci ha insegnato a combattere contro questo mondo, per agire su di esso e per crearne uno nuovo, che sarà il frutto dell’azione rivoluzionaria di quegli uomini che, in rivolta contro il regno dell’ultimo uomo, sapranno forgiare il proprio destino. In questo risiede dunque l’«inattualità» radicale e il fascino seducente del pensiero gentiliano. Di qui la necessità di ritornare alle sue sorgenti, contro le rimozioni, le banalizzazioni e le falsificazioni. Gentile è fonte inesauribile di rivoluzione. Per questo vale la pena riprenderselo.

 

                                                                     

CHIESA CATTOLICA

 

Attilio Carpin, Indissolubilità del matrimonio - La tradizione della Chiesa antica (Edizioni Studio Domenicano, pagg. 296, Euro 25,00)

 L’insegnamento di Gesù sul matrimonio, riferito dai Vangeli e interpretato dall’apostolo Paolo, costituisce il fondamento irrinunciabile della dottrina della Chiesa sulla sacramentalità e l’indissolubilità dell’unione coniugale.
Di fronte a dubbi e incertezze a riguardo, si avverte il bisogno di interrogare la tradizione della Chiesa, in particolare quella antica, per verificare quale sia stata la dottrina e la prassi ecclesiale dei primi secoli.
La Chiesa antica come ha interpretato, attuato e codificato le parole di Cristo relative al ripudio per adulterio? In altri termini: è lecito un nuovo matrimonio dopo il ripudio o il divorzio per adulterio? La Chiesa antica è stata “divorzista” o “indissolubilista”?
Sono domande ancora attuali, su cui sta riflettendo il Sinodo dei vescovi la cui prima parte si è appena conclusa.

 

STORIA

 

Massimo Guzzinati, La storia mai narrata dei continenti scomparsi. Atlantide, Ipeborea, Lemuria, Mu (Anguana, pagg. 206, Euro 14,00)   

 

Questo saggio è un'indagine su Iperborea, Atlantide, Lemuria e Mu, effettuata comparando in modo incrociato tre cronologie (storico-archeologica, climatologica e megalitica), inerenti il periodo compreso tra la fine del Paleolitico e l'era moderna. Dopo aver localizzato i siti degli antichi continenti scomparsi tramite le foto satellitari, e grazie alla ricostruzione del passato storico e dei cambiamenti climatici avvenuti soprattutto a partire dal rapido spostamento dei poli terrestri dell'XI millennio a.C., vengono dedotte le molte migrazioni dei popoli antidiluviani e le loro ripercussioni sulle comunità dei continenti tuttora emersi, tra le quali figurano anche i Popoli del Mare.  

 

                                                                      ***

 

Duncan Campbell, Guerrieri spartani  (Libreria Editrice Goriziana, pagg. 118, Euro 15,00)

Gli spartani, resi immortali per le loro gesta alla battaglia delle Termopili, sotto il leggendario Leonida, nonché per le altre innumerevoli vittorie in tutto il periodo classico, erano fra i guerrieri più addestrati, organizzati, temuti e letali del mondo antico. La società di Sparta lasciava i suoi cittadini  liberi di concentrare tutte le proprie energie nell’arte della guerra. Un severo regime – che proibiva loro di dedicarsi a qualsiasi lavoro manuale – li addestrava fin dalla più tenera età insegnando la disciplina e la resistenza fisica necessarie per affrontare le difficoltà dei combattimenti in falange e sopportare ogni sorta di disagi durante le campagne. Questo libro descrive tutti gli aspetti della vita del guerriero spartano, dai primi giorni del suo addestramento, lungo tutta la vita, in pace e in guerra, e culmina con le esperienze sul campo di battaglia di questi temuti combattenti durante le guerre greche, persiane e peloponnesiache. 

                                                                     

                                                                      ***

 

Gaetano Marabello, La Legge Pica (1863-1865). I crimini di guerra dell'Italia unita nel sud (Controcorrente, pagg. 200, Euro 10,00)

 

Dopo l’invasione del 1860-61, i piemontesi compresero che la gente del Sud li stava combattendo con uno slancio così esteso, coraggioso e tenace, da far vacillare le fondamenta del nuovo regime. Scatenò, così, una repressione sanguinaria e brutale, durata fino al 1870, che divenne vera e propria pulizia etnica, affidata a un esercito di almeno centoventimila uomini, oltre a circa ottantamila guardie nazionali. La Legge Pica, approvata il 15 agosto 1863, fu il tentativo di istituzionalizzare il terrore in atto nel Regno delle Due Sicilie occupato e di dare ad esso una parvenza di legalità. Arresti arbitrari, fucilazioni sommarie, tribunali militari formati all’istante, fattispecie di reato così generiche da poter essere applicate a discrezione, autorizzazione a formare bande armate di mercenari che fiancheggiassero l’esercito invasore, introduzione delle liste di sospettati, compilate dai notabili liberali. Una mostruosità giuridica che sancisce ufficialmente la clamorosa disparità di trattamento fra sudditi del Centro-Nord, per i quali valgono le garanzie dello Statuto Albertino, e sudditi del Mezzogiorno, per i quali esse sono carta straccia.

                                                                                                        

                                                                      ***

 


Lucio Martino, La Grande Guerra in Adriatico  (Il Cerchio, pagg. 242, Euro 18,00)

La Grande Guerra trasformò il modo di combattere, non solo nelle trincee o sulle montagne, ma anche sul mare per la comparsa di nuove macchine micidiali e nuove armi: sommergibili, Mas, aerei, mine. I sommergibili e i veloci Mas cambiarono il modo di guerreggiare in mare aperto; gli idrovolanti, che bombardavano dal cielo, costrinsero a rivedere la preparazione dei combattimenti.
Infine le mine, arma nuova e insidiosa, erano capaci di colare a picco imponenti corazzate; nel solo Adriatico le parti belligeranti ne disseminarono lungo le coste più di 22.000.Per  la prima volta nella storia le navi vennero impegnate nello spazio tridimensionale: guerra di superficie, subacquea e aerea. Oltre ai Mas, ai sommergibili e alla forza aerea comparvero i treni armati equipaggiati con potenti cannoni a difesa delle nostre coste basse e sabbiose. Infine nacque e si consolidò uno dei più gloriosi reparti delle nostre forze armate: la Brigata Marina.
Gli uomini di quella Brigata si misero in luce sul Carso, combattendo con le proprie artiglierie navali accanto all'Esercito, distinguendosi poi nella strenua difesa di Venezia, dopo la disfatta di Caporetto, e al Reggimento venne dato il nome di San Marco.
 La nostra Marina, non potendo fare conto sulle basi naturali che ben proteggevano la flotta austro-ungarica, moltiplicò gli sforzi grazie all'intuito del suo Capo di Stato Maggiore Thaon di Revel, all'ingegno dei tecnici navali e, soprattutto, al coraggio dei nostri uomini di mare che scrissero eroiche pagine di storia.
Di quelle missioni, di quei combattimenti, di quelle storie, l'Autore ricostruisce la cronaca fedele rifacendosi ai rapporti ufficiali, ai documenti riservati e alle testimonianze dirette.

                                                                     

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Domenico Fisichella, Dittatura e monarchia – L’Italia tra le due guerre (Carocci, pagg. 416, Euro 22,00)

 

Nel disordine che colpisce l’Europa con la Grande Guerra, la crisi del sistema parlamentare apre in Italia la strada al fascismo. Sul piano internazionale esso si muove tra Francia e Gran Bretagna da una parte, Germania dall’altra. Le sfide si susseguono su diversi terreni: delitto Matteotti, Patti lateranensi, depressione del 1929, imprese coloniali, guerra civile spagnola, legislazione razziale, seconda guerra mondiale. All’iniziale non belligeranza segue l’allineamento alla Germania, fino al crollo del regime di Mussolini. È in questo ampio scenario che si colloca il problema delle relazioni tra dittatura e monarchia. Qual è il significato della “diarchia”? Come si configura il dualismo di Stato e partito? V’è stata la “fascistizzazione” dello Stato e della società civile? Quale ruolo ha svolto la Corona, e perché, nella fine del regime e nel capovolgimento dell’alleanza bellica? Perché e come il Re ha lasciato Roma? Quale lettura dare della Resistenza, e come si giunge alla Repubblica? Infine, quali sono oggi le condizioni della democrazia repubblicana? Uomo di studi e uomo delle istituzioni, è sulla base di tale duplice esperienza che Domenico Fisichella con questo volume si propone di dare il suo contributo per la comprensione del periodo certo più problematico della storia dello Stato nazionale unitario.

 

 

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Filippo Maria Battaglia, Lei non sa chi ero io! - La nascita della Casta in Italia (Bollati Boringhieri, pagg. 74, Euro 8,00)

 

Siamo a Roma, nel 1946. Dopo le prime elezioni a suffragio universale, i deputati arrivano a Montecitorio. La maggior parte di loro stenta a trovare un alloggio e qualcuno è persino costretto a sedersi alle mense pubbliche. L’austerità dell’onorevole, però, dura un battito di ciglia. Tra consulenze fittizie, appalti truccati, scandali sessuali e finanziamenti statali, i tic e i vizi dei primi parlamentari italiani si rivelano molto presto simili, se non identici, a quelli di oggi. Persino le giustificazioni suonano incredibilmente familiari: «È accaduto a mia insaputa», «ho peccato di buonafede», «non ho visto una lira, ho girato tutti i soldi al partito».

Da Giovannino Guareschi, che nel suo «Candido» racconta di una pratica destinata a grande fortuna come l’assenteismo (tra comunisti “ostruzionisti” e democristiani in “villeggiatura”); al conservatore liberale Panfilo Gentile che rileva ben presto l’autoreferenzialità del linguaggio adoperato dai politici (il cosiddetto “politichese”). E poi non mancano le firme di maggior rilievo del settimanale più innovativo e di rottura di quei tempi, «Il Borghese». Da Giovanni Ansaldo a Mario Tedeschi – a proposito del quale Battaglia attinge spesse volte dal Dizionario del malcostume” – e, dulcis in fundo, Indro Montanelli, di cui si citano gli scritti apparsi sul Corriere della Sera dell’epoca.

Lei non sa chi ero io! è l’implacabile resoconto degli sprechi dei primi vent’anni della Repubblica: una ricostruzione dettagliata della nascita della Casta, corredata da dati in parte inediti, che si concentra sui privilegi del sottobosco governativo, tra aiuti a industrie vicine alla politica, scandali finanziari tollerati dall’esecutivo, tangenti, finti monopoli, enti inutili e fondi neri.
E poi ricatti incrociati, dossier segreti e tentativi di revisione della Costituzione a colpi di maggioranza. Un racconto ormai «storico», ma ancora così attuale da sembrare cronaca di questi giorni.



STORIA DELLE DESTRE

 

Alessandro Alberti, Radio alternative (Eclettica, pagg. 309, Euro 16,00)

Il primo libro sulla lunga storia delle Radio Alternative. Dopo l'avvento delle radio libere, anche a destra, negli anni '70, si formano in tutta Italia emittenti più o meno targate politicamente, ma assolutamente contemporanee nei linguaggi e nelle trasmissioni. Questo testo ne analizza l'avvento, l'organizzazione, le loro programmazioni, le difficoltà economiche e l'impegno quotidiano di centinaia di volontari e le occasioni perse, con la scelta del Movimento Sociale Italiano di non investire in quel mezzo, anche tramite numerose testimonianze di quelli che furono i protagonisti di quel periodo, vissuto tra militanza e microfono, tra consolle e manifestazioni, un periodo difficile ma allo stesso tempo avvincente.

LETTERATURA

 

Gaboret-Guiselin Dominique, Alla ricerca di Adriano. Marguerite Yourcenar in Italia e a Capri (La Conchiglia, pagg. 88, Euro 13,00)


Il rapporto di Marguerite Yourcenar con l'Italia è stato intenso e continuo, dalla prima gioventù fino agli ultimi anni di vita. Questo libro si muove alla ricerca delle "orme" lasciate dalla Scrittrice nei suoi viaggi e nei suoi soggiorni nella Penisola, ma vuole focalizzare, soprattutto, le influenze letterarie "italiane", più o meno evidenti, nelle sue opere: vari testi, tra cui "Memorie di Adriano", "Dialoghi nella palude" e più direttamente "La moneta del sogno", si ispirano, in modi diversi, all'Italia, alla sua storia e ai suoi personaggi. All'interno di questo rapporto privilegiato, Capri rappresenta una tappa importante e non occasionale, a partire dal poema giovanile, "Caprée", ispirato a Tiberio, fino alla permanenza, tra il 1937 e il 1938, sull'isola dove la Yourcenar prende in affitto un appartamento per scrivere "Il colpo di grazia".

 

 

TESTIMONIANZE

 

Svetlana Aleksievic, Tempo di seconda mano – La vita in Russia dopo il crollo del comunismo (Bompiani, pagg. 777, Euro 24,00)

 

"Per me non è tanto importante che tu scriva quello che ti ho raccontato, ma che andando via ti volti a ouardare la mia casetta, e non una ma due volte". Così si è rivolta a Svetlana Aleksievic, congedandosi da lei sulla soglia della sua chata, quella contadina bielorussa. La speranza di avere affidato il racconto della sua vita a qualcuno capace di vero ascolto non poteva essere meglio riposta. Far raccontare a donne e uomini, protagonisti e vittime e carnefici, un dramma corale, quello delle "piccole persone" coinvolte dalla Grande Utopia comunista, che ha squassato la storia dell'URSS-Russia per settant'anni e fino a oggi, è il cuore del lavoro letterario di Svetlana Aleksievic. Questo nuovo libro, sullo sfondo del grande dramma collettivo del crollo dell'Unione Sovietica e della tormentosa e problematica nascita di una "nuova Russia", costituisce il coronamento ideale di un lavoro di trent'anni: qui sono decine i protagonisti-narratori che raccontano cos'è stata l'epocale svolta tuttora in atto: contadini, operai, studenti, intellettuali, dalla semplice militante al generale, all'alto funzionario del Cremlino, al volonteroso carnefice di ieri forse ormai consapevole dei troppi orrori del regime che serviva. Nonché misconosciuti eroi sovietici del tempo di pace e del tempo di guerra, i quali non sanno rassegnarsi al tramonto degli ideali e alle mediocri servitù di un'esistenza che, rispettando solo successo e denaro, esclude i deboli e gli ultimi.

 

CATALOGHI

 

Elena Pontiggia (a cura di), Mario Sironi 1885 – 1961 (Skira, pagg. 304, Euro 39,00)

 

Figura estremamente moderna nel suo intendere la creazione artistica come forma di comunicazione e come esperienza estetica totalizzante, Mario Sironi è stato uno dei principali protagonisti dell’arte italiana del Novecento. Pubblicata in occasione della grande retrospettiva  organizzata al Complesso del Vittoriano di Roma (dal 4 ottobre 2014 all’8 febbraio 2015), la monografia offre un quadro completo della sua versatile produzione e, parallelamente, della storia dell’arte italiana, dato che il percorso di Sironi è altamente rappresentativo dei primi sessant’anni di cultura europea del secolo scorso, avendo egli interpretato con originalità le contraddizioni di un secolo complesso. Attraverso dipinti a olio, tempere, bozzetti e disegni, cartoni preparatori viene ripercorso l’intero iter artistico di Sironi, dal simbolismo alla crisi dell’espressionismo, passando per il periodo neometafisico fino alle opere decostruttive del dopoguerra. Un percorso in novanta opere, alle quali si aggiungono lettere, bozzetti e riviste che raccontano anche la vicenda umana dell’artista Sironi, grazie alla collaborazione con i maggiori musei pubblici e le più prestigiose collezioni private italiane. Attraverso questo straordinario corpus di documenti, Sironi 1885-1961 prende avvio dagli anni della giovinezza, dalla formazione al periodo simbolista, per seguire i passi dell’artista nel divisionismo e poi nel futurismo, fino ad arrivare alla stagione metafisica, al periodo milanese dei Paesaggi urbani, negli anni venti, quando Sironi è tra i fondatori del Novecento Italiano e dà avvio a una stagione novecentista e classica, cui seguirono la crisi espressionista, la stagione neometafisica e le opere decostruttive del dopoguerra. Corredato dei saggi di Luigi Cavallo, Elena Pontiggia, Virginia Baradel, Mariastella Margozzi, Roberto Dulio e Lea Mattarella, il volume rappresenta un omaggio a questo grande protagonista del panorama culturale italiano del Novecento e un’occasione per scoprirne la genialità e la grandezza espressiva.

 


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