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i libri di totalità

Rassegna mensile di novità librarie: luglio-agosto 2016

di Mario  Bozzi Sentieri

Rassegna mensile di novità librarie: luglio-agosto 2016

Mimmo Carrieri e  Paolo Feltrin, Al bivio. Lavoro, sindacato e rappresentanza nell'Italia d'oggi (Donzelli, pagg. 230, Euro 19,00)

Quanto e perché i sindacati sono rappresentativi della realtà del lavoro in Italia? Fino a poco tempo fa la risposta a un simile quesito sembrava semplice e dava luogo a poche incertezze. Nella fase più recente, crescenti discussioni e persino roventi polemiche hanno messo in dubbio la forza dei sindacati italiani, già scossa da una certa marginalizzazione dall’arena politica e accentuata dalle prese di posizione dell’attuale governo e del premier Matteo Renzi. Forti di una lunga frequentazione e di una conoscenza rigorosa della materia, Mimmo Carrieri e Paolo Feltrin presentano ai lettori dati aggiornatissimi, che consentono di elaborare una risposta fondata a quel quesito. A dispetto di molti luoghi comuni, è così possibile constatare come le organizzazioni sindacali mantengono nel tempo, e in certa misura addirittura rafforzano di recente, il loro bacino di rappresentanza, nonché il loro notevole stock di iscritti. Emerge però, al contempo, una perdita di influenza sulla società più in generale, una difficoltà a dar voce a segmenti importanti del mercato del lavoro, una minore efficacia nella dialettica con il sistema politico. Il loro ruolo sembra dunque ridursi. A partire da queste tendenze, i due autori ragionano su innovazioni e correttivi possibili. Tra questi una riflessione e uno spazio rilevante sono dedicati all’analisi dei testi sottoscritti negli ultimi anni dalle parti sociali in materia di rappresentatività. La difficile attuazione di queste regole, pure importanti, conferma le trappole che attualmente limitano l’azione sindacale e rischiano di offuscarla.

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MONDO

Sebastiano Caputo,  Alle porte di Damasco (Circolo Proudhon, pagg. 112, Euro 11,00)

Crocevia tra Europa, Asia e Africa, civiltà millenaria, terra contesa fin dall’antichità, la Siria è tornata al centro del dibattito politico mediorientale a causa di una guerra totale che si protrae da più di quattro anni. La sicurezza internazionale passa per la stabilità del Vicino e Medio Oriente, ma in quelle zone calde dove le potenze neocoloniali, lo Stato Islamico e i miliziani Jabhat Al Nusra (gruppo affiliato ad Al Qaeda), hanno il comune obiettivo di alimentare la tensione, vige uno stato di caos e di intrighi diplomatici, il cui snodo è la destabilizzazione del Paese. Alla volontà politica di far cadere il governo siriano, si aggiunge l’eco di una stampa internazionale che fin dall’inizio della crisi non ha fatto altro che delegittimare il Presidente eletto, Bashar Al Assad.

 

Ugo Volli,  Israele Diario di un assedio (Proedi, pagg. 622, Euro 18)  

Questo libro contiene una selezione del “diario in pubblico” costituito dagli interventi pubblicati da Ugo Volli dal 2009 al 2015 su InformazioneCorretta.com, un sito specializzato nell’analisi della comunicazione giornalistica e mediatica sul Medio Oriente e in particolare su Israele. È il “diario di un assedio” perché mostra, giorno dopo giorno, come il terrorismo, gli attacchi militari di entità come Hamas e Hezbollah, la diplomazia europea e degli Usa, oltre naturalmente a quella degli stati arabi e musulmani, l’attività di istituzioni internazionali come Unione Europea, Onu, Unesco, Unwra (l’agenzia dell’Onu ufficialmente dedicata ai rifugiati palestinesi), la mobilitazione di strati consistenti di opinione pubblica religiosa, politica e intellettuale “progressista” in tutto l’Occidente convergano per indebolire, delegittimare, demonizzare lo Stato di Israele. Questa attività, documentata minutamente nel libro, costituisce un vero e proprio “assedio postmoderno” di Israele e degli ebrei. La sua ossessiva ripetitività, il doppio standard che prende solo Israele come obiettivo in tutto il panorama politico mondiale, la sua violenza simbolica ma spesso concretamente omicida si spiegano solamente pensando alla sua origine nei secoli dell’antisemitismo cristiano e musulmano.

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ITALIA

Gianni Alemanno, Verità Capitale. Caste e segreti di Roma  (Koinè, pagg. 196, Euro 15,00)

Gianni Alemanno ricostruisce i cinque anni della sua amministrazione come Sindaco di Roma dal 2008 al 2013, non come semplice narrazione storica ma come tentativo di analizzare in profondità i mali e i problemi della Capitale d’Italia. Il libro parte inevitabilmente da un’analisi dell’inchiesta “Mafia Capitale”, contestando il significato politico di un vero e proprio “teorema fascio-mafioso” (ovvero l’esistenza di un legame strutturale tra la destra romana e la criminalità organizzata, fin dai tempi della Banda della Magliana) che i media hanno cercato di sovrapporre a questa inchiesta. Secondo Alemanno questo teorema, costruito sul lavoro giornalistico di Lirio Abbate e di Report, è stato sconfessato dall’inchiesta stessa, che ha portato sul banco degli imputati un 70% di personaggi di sinistra a fronte di un 30% di esponenti della destra. Secondo Alemanno il Pci-Pd è stato un vero e proprio “Partito-Comune” che per trent’anni ha dominato in maniera simbiotica tutti gli apparati burocratici e gli equilibri di potere della Capitale.

L’autore ammette tuttavia anche i propri errori, essenzialmente riconducibili all’incapacità di costruire una squadra e un metodo di governo in grado di produrre una totale discontinuità con il passato, ma nel contempo chiede “l’onore delle armi”, perché la sua amministrazione ha rappresentato una prima isolata avanguardia” del cambiamento necessario a Roma e in Campidoglio. Della radicale trasformazione di cui c’era – e c’è – bisogno a Roma, Alemanno rivendica la costruzione di quattro passaggi fondamentali: “il ripianamento del debito pregresso, la riforma di Roma Capitale, il Piano strategico di sviluppo e la candidatura alle Olimpiadi del 2020”. Ma l’errore è stato quello di trascurare “una quinta mossa, forse la più importante, sicuramente quella preliminare: la profonda rigenerazione della macchina comunale. Ci siamo lanciati verso obiettivi difficili e impervi con una macchina con le ruote sgonfie e il volante rotto”. A questo, sul piano più personale, Alemanno aggiunge un’altra autocritica: “la strada del cambiamento doveva essere percorsa con una maggiore propensione per la “rottura” e per l’intransigenza”, anche “gettando più spesso sul tavolo le proprie dimissioni” come arma per resistere a pressioni e condizionamenti.

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ECONOMIA

Maurizio Franzini e Mario Pianta, Disuguaglianze. Quante sono, come combatterle (Laterza, pagg. 199, Euro 14,00)

L’1% più ricco del mondo ha una ricchezza all’incirca pari a quella di tutti gli altri esseri umani. In Occidente i redditi dei ‘supermanager’ corrono, i salari crollano, la povertà è in aumento: fatti documentati e ben conosciuti, ma come e perché si è arrivati a queste disuguaglianze record?
Le cause fondamentali sono quattro: il maggior potere del capitale sul lavoro, con profitti e rendite finanziarie che schiacciano i salari; l’emergere di un ‘capitalismo oligarchico’, con un ruolo chiave di pochi super-ricchi e della trasmissione ereditaria della ricchezza; l’individualizzazione delle condizioni economiche, che accresce le disparità tra lavoratori qualificati e non, stabili e precari, uomini e donne, cittadini e immigrati; infine, la principale, ovvero la ritirata della politica, che ha lasciato fare al mercato e rinunciato a redistribuire reddito e ricchezza.
Questi processi hanno cambiato il modo in cui funziona l’economia e opera la politica, rendendoci sempre più disuguali. Non si tratta però di una strada obbligata: possiamo ancora cambiare passo.

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TEMPI MODERNI

 

Dario Edoardo Viganò, Il Brusio del pettegolo. Forme di discredito nella società e nella Chiesa (Dehoniane, pagg. 80, Euro 7,00)

 

Per la sua capacità di includere e di escludere, oltre che di stabilire nei dettagli le regole dei giochi sociali, il pettegolezzo non risparmia nessuno ed è connaturato all’esercizio del potere. “Il pettegolo – scrive Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede - ha i tratti del potente, del legislatore e del giudice. Si erge a custode dei valori della propria comunità, e la riuscita in tale impresa è fonte somma del suo piacere”.

Diffuso in modo estremamente maggiore rispetto alle comunicazioni reali o ufficiali – e oggi amplificato dai social media – esso diviene strategia per comprendere posizionamento e legami dei singoli rispetto alle figure di leader emergenti. Anche la Chiesa non è esente dal pettegolezzo, come testimoniano le severe critiche di papa Francesco rivolte ai brusii e alle voci che uccidono “il fratello e la sorella con la lingua”.

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PENSIERO FORTE

Franco Cardini, Onore (Il Mulino, pagg. 118, Euro 12,00)

Che ne è dell’onore? Una parola dalla storia impegnativa, che ha i suoi momenti alti nell’antichità e nell’età feudale dove in seno al mondo cavalleresco diviene un irrinunciabile valore immateriale, differenziandosi in complesse gerarchie e sottili variabili di casta, di condizione socioeconomica, di età, di sesso. Noi sorridiamo di quei significati, ma lungi dal costituire un residuo arcaico, definitivamente sostituito dal più democratico concetto di dignità, oggi l’onore può parlare ancora al nostro immaginario, e riproporre una sua mai esaurita valenza politica.

Massimo Venuti, Contro l’ovvietà. Polemiche di pensiero & di arte (Ares, pagg. 264, Euro 18,00)

Massimo Venuti offre un libro disorientante e, per certi versi, inquietante. La politica degli imperi, la logica del pensiero, cose di musica e arte sono indagati secondo un metodo che vuol essere privo dei pregiudizi che spesso, anche senza saperlo, ciascuno si porta con sé. L’origine sacra e biblica del genocidio, la radice meramente retorica della «democrazia», la contraddizione come forma essenziale del ragionamento; musica e cosmo, eros e mistica, ipotesi sull’inganno della Nona di Beethoven, horror psicanalisi spettri e rose nei Balletti russi del primo Novecento sono alcuni dei temi affrontati. L’eterogeneità degli argomenti porta il lettore a sentieri deviati e sempre nuovi, guidato da un percorso vicino a quell’«unità delle arti» necessaria per accostare i fenomeni complessi che il culto della specializzazione non riesce spesso a rendere compresi.
La diversità delle tre parti – Fare, Pensare, Immaginare (I-II) – obbedisce a un principio che tutte le unisce: il cinismo come privilegiata forma di conoscenza e una visione che, come quella qui intentata, vorrebbe scorgere la rete sottilissima, e quasi invisibile, che regge tutte le cose.

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STORIA

Alessandro Zignani, La storia negata - Musica e musicisti nell'era fascista (Zecchini, pagg. 200, Euro 25,00)

Un periodo della nostra storia recente alterato e in parte cancellato da pregiudiziali ideologiche. Un rinascimento musicale capace di far confluire la musica italiana nel grande alveo della Tradizione europea. Decenni di cautele, sospetti e omissioni hanno impedito ai grandi compositori del Ventennio fascista di diventare parte corrente del repertorio concertistico, creando una grave frattura nella  linea evolutiva del nostro Novecento, rendendolo vulnerabile alla demagogia e ad uno sperimentalismo elitario e talora orientato alla pura propaganda politica. La storia negata è un ripensamento critico di questa epoca così vicina a noi, ma per certi aspetti inaccessibile come una civiltà sepolta. Compositori, direttori d'orchestra, musicologi, istituzioni sinfoniche e liriche: tutto il complesso e vivacissimo fermento creativo alimentato da un Regime che voleva sdoganare l'Italia dalla sua immagine internazionale: "una terra di mandolinisti", rivive in una prospettiva del tutto nuova.

Rodolfo Bona,  Premio Cremona (1939-1941). Opere e protagonisti (Scritture, pagg. 240, Euro 18,00)

Negli anni del secondo dopoguerra, il Premio Cremona è stato oggetto di ostilità critica e di rimozione, oltre che di scarsa considerazione nella storiografia dell'arte, solo parzialmente corrette a partire dagli anni Ottanta. Molte delle opere che vi parteciparono sono andate disperse o distrutte dopo la guerra, in alcuni casi mutilate o chiuse in magazzini; talvolta i loro autori, alla caduta del regime, cambiarono i titoli e i soggetti dei dipinti trasformando scene celebrative in scene popolari o in ritratti. Pensavano in tal modo di nascondere la loro partecipazione al Premio voluto in prima persona dal gerarca cremonese Roberto Farinacci allo scopo di promuovere un'arte realmente fascista. Il libro di Rodolfo Bona offre per la prima volta un quadro storico e critico completo di quelle vicende. L'autore ricostruisce le tre edizioni del premio sulla base di fonti scritte ed iconografiche, e lo fa anche in relazione al più noto Premio Bergamo e al generale dibattito artistico dell'epoca; ripercorre le vicende di ciascuna edizione prendendo in esame le opere più significative allora esposte ed esaminando quelle che si salvarono dalla dispersione e che sono tuttora conservate, talvolta in frammenti, in collezioni pubbliche e private. Il libro si chiude con i profili biografici e bibliografici di alcuni degli artisti che esposero a Cremona e con una significativa galleria di opere. 

Fabrizio Dragosei, Così parlò Hitler ( Mursia, pagg. 337, Euro 18,00)

Il giornalista Fabrizio Dragosei è corrispondente del Corriere della sera da Mosca e negli anni vissuti in Russia ha potuto consultare documenti conservati negli archivi dell’ex Unione sovietica, solo da relativamente poco tempo messi a disposizione dei ricercatori e degli studiosi. Dragosei ne ha approfittato per mettere insieme una documentazione vasta di giudizi e discorsi inediti di Adolf Hitler.  Nel libro il giornalista ricostruisce i vari periodi storici e inserisce nel contesto le dichiarazioni di Hitler tratte da quella copiosa documentazione. Operazione difficile, talvolta fuorviante se le estrapolazioni non vengono fatte con la dovuta attenzione. Hitler parlava molto “e ci teneva a non essere equivocato. Aveva deciso di  far stenografare ogni sua parola, in occasioni pubbliche e private. La sera, durante le cene che spesso avevano luogo a tardissima ora lui teneva banco. Dopo aver mangiato, continuava a intrattenere i suoi interlocutori per ore. Il fedele segretario Bormann aveva messo in piedi un servizio di stenografi che registravano ogni parola del führer”.

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STORIA DELLE DESTRE

Benito Bollati, Enrico Pedenovi (Ritter, pagg. 109, Euro 10,00)

Edizione speciale 1976 - 2016. Il 29 aprile 1976, a Milano, viene ucciso con alcuni colpi di pistola Enrico Pedenovi, 49 anni, avvocato e consigliere provinciale del Movimento Sociale Italiano. Omicidio di indubbia matrice politica, che tuttavia non viene rivendicato. Così, per diversi gli autori sono rimasti ignoti. Poi vengono fatti i primi nomi e solo il 22 ottobre del 1984 inizia il processo contro l'organizzazione di sinistra Prima Linea nel quale si colloca anche il delitto Pedenovi. Il libro ricostruisce i fatti come emergono dagli atti processuali, inquadrandoli nel vasto fenomeno delle organizzazioni armate dell'estrema sinistra combattente e nel clima di violenza che le passioni, le illusioni ma, anche, le paure e i meschini calcoli politici avevano concorso a determinare.

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DOCUMENTI

 

Nino Solinas, Noi marceremo sempre avanti. 200 lettere dal Fronte Russo di un legionario di Mussolini (a cura di Pierfranco Malfettani) (Sibilla, pagg. 266, Euro 25,00)

 

A settant’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il volume raccoglie e presenta con un ampio corredo storico e iconografico l’unico epistolario di un legionario dei “Battaglioni M” mai pubblicato fino ad oggi. Nino Solinas discende da una famiglia che dalla Sardegna approda a Novi Ligure; studente di liceo a Genova, si arruola volontario nel 1941 a Savona e sarà militare sul Fronte Jugoslavo prima e su quello Russo poi, in un percorso di cui rimane traccia grazie alle lettere e alle cartoline inviate ai familiari. Tra propaganda e storia, tra mito e realtà, i valori, le aspirazioni, la vita e la tragedia di un ventenne che scelse di combattere e morire per un ideale chiamato Patria.

Giacinto Auriti, L’Alternativa (1973-1980) (Solfanelli, pagg. 288, Euro 20,00)
Il periodo in cui Giacinto Auriti ha collaborato con L’Alternativa, l’agenzia di stampa del Centro Studi Politici e Costituzionali, è stato forse il più fecondo della sua vita. Nell’arco di sette anni, anche perché pressato da Marino Solfanelli, il giornalista amico che dirigeva L’Alternativa, scrisse quasi ottanta tra articoli e contributi vari. In essi si ritrovano, organicamente strutturati e trattati secondo prospettive pluridisciplinari, o almeno già contenenti in nuce i futuri sviluppi, tutti i punti forti del pensiero di Auriti.
Il professore di Guardiagrele riafferma costantemente, in questi scritti, la concezione cristiana e classica della società, del diritto, della moneta. Egli sostiene senza tentennamenti la dottrina sociale della Chiesa, e specialmente il principio proclamato dal Papa della Rerum Novarum, S.S. Leone XIII: “Tutti proprietari e non tutti proletari”. Come senza tentennamenti, sulla scia del Papa della Quadragesimo anno, S.S. Pio XI, combatte contro “quelli che, tenendo in pugno il denaro e facendola da padroni su di esso, dominano anche il credito e controllano i prestiti”, cioè contro coloro che si sono appropriati, a loro esclusivo vantaggio e a danno di tutti gli altri uomini, della moneta, l’unico strumento capace di rendere tutti proprietari.
Appunto per contrastare efficacemente l’azione nefasta di tali parassiti dell’umanità, il Professore lancia la sua folgorante proposta: porre la moneta, definita quale bene pubblico e strumento di giustizia sociale, sotto l’ala del diritto, quest’ultimo inteso non semplicemente come regola ordinatrice, ma come portatore e realizzatore del bene comune.

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PERSONAGGI

Federico Gennaccari e Salvatore Grillo, 100 personaggi del mare. Navigatori-Eroi-Inventori  (Fergen, pagg. 254, Euro 15,00)

100 personaggi del mare è un viaggio affascinante dall'antichità ad oggi per conoscere la storia di  navigatori, eroi e inventori, ma anche di corsari e pescatori, di ammiragli e scienziati, di medici e pittori, di santi e politici, di sportivi e condottieri. Molto noti e semisconosciuti. Tutti accomunati da una grande passione per il mare. Dall'antichità all'anno Mille: una sintesi degli avvenimenti di cui si sono resi protagonisti uomini e popoli che hanno sentito il bisogno di espandere la loro sete di conoscenza e di potere, sul mare e dal mare, a partire da quelli mediterranei, nordeuropei e poi via via altri, tutti alla ricerca di nuovi continenti e destini. Ad essi , al di là delle epoche e delle nazioni, bene si adatta la definizione di Joseph Conrad: “… razza scontrosa e fedele, vigorosa e fiera, capace di ogni rinuncia e dedizione, con i suoi riti, i suoi usi, il suo coraggio e la sua fede”. 

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Ivan Simonini (a cura di),  Mari e cieli di Balbo. Da Orbetello a Chicago, New York e Tobruk. Ediz. italiana e inglese (Edizioni del Girasole, pagg. 256, Euro 20,00)

L'idea di Alberto Guarnieri, giornalista e scrittore, è far parlare il personaggio Italo Balbo in prima persona da un aldilà oltre il tempo e la storia. Ne nascono 15 prose, intrecciate con 15 dipinti creati per l'occasione dall'artista Nani Tedeschi, sulla trasvolata atlantica del 1933. Attorno, la  premessa di Paolo Nurcis, la nota storica di Basilio Di Martino e la postfazione di Paolo Mieli. Questo volume non è solo il catalogo della mostra, ma anche il fotolibro di quei fatidici 43 giorni, dal 1° luglio al 12 agosto 1933, che agli occhi del mondo fecero dell'aviazione italiana la prima sul pianeta. Come in un fotoromanzo, ci sono le immagini dei 25 equipaggi della Centuria Alata, dei preparativi per la partenza, degli aerei in volo sulle metropoli nordamericane e, tappa per tappa, i fonogrammi e telegrammi inviati in tempo reale da Balbo e da quanti seguivano da terra e da mare l'itinerario della storica impresa. Sono 350 illustrazioni (di cui 50 a colori) tra fotografie e documenti editi e inediti.

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TRADIZIONE

 

Andrea Verdecchia, I miti italici. Dèi, eroi e luoghi sacri dell'Italia antica (Il Cerchio, pagg. 392, Euro 27,00)

I Miti Italici è stato ideato per rendere disponibile ad un ampio pubblico i racconti tradizionali che riguardano l'Italia antica e le sue genti. Dopo un'introduzione in cui è inquadrata la questione sull'effettiva esistenza di una mitologia italica, sia passa ad esaminare gli dèi, partendo dai dodici dèi maggiori del pantheon greco-romano, passando poi per le figure divine che trovano corrispondenza nella tradizione italica. Vi è poi spazio per l'esposizione di miti minori che riguardano le più remote antichità dell'Ocidente e dell'Italia in particolare.

Il resto dell'opera è suddivisa in cicli narrativi che espongono le vicende delle più importanti epopee della letteratura classica: si parte dal Ciclo Troiano, che espone le vicende alla base della gran parte dei miti classici, per poi passare al Ciclo Italico, dove sono narrati i più autentici miti italici, infine si giunge al Ciclo Romano, in cui sono esposte le origini mitiche della città che renderà grande l'Italia.

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LUOGHI

Antonio Leotti, Nella Valle senza nome. Storia tragicomica di un agricoltore (Laterza, pagg. 124, Euro 12,00)

Nella Valle senza nome di Antonio Leotti è una storia che fa sorridere e riflettere.  E' infatti  il diario sentimentale di un agricoltore alle prese con la vita quotidiana in una valle - che è senza nome perché è tutte le valli d’Italia, ma che viene poi ad essere identificata nella bassa Toscana. Il  racconto (di una terra, del partito, il Pci-Pd che la governa da sempre; e dello scrittore che se ne fa carico) alterna continuamente il tono di un pamphlet – sostenuto da una bibliografia ricca e mai ostentata – utile per sconfessare la retorica del “si stava meglio quando si stava peggio” applicata alla campagna, nel “ripiegarsi” ideologico della sinistra  "Che roba è questo ripiegamento?  - si chiede l’autore. Una volta era la destra a essere conservatrice, era proprio la cultura politica della destra, apparteneva a loro la nostalgia, il culto della tradizione,
la gente di sinistra guardava avanti, non aveva paura di cambiare la realtà o, se non altro, non avrebbe dovuto avere paura del cambiamento". Ora la stessa sinistra
 è prigioniera di un  ambientalismo “da salotto” e del  “bozzettismo bucolico”: un contesto che l’autore conosce ugualmente bene, provenendo da una famiglia di latifondisti che i contadini si limitavano ad averceli sul libro paga.

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ESPERIENZE

Rita Breschi, Partorirai con amore, (Mandragora, pagg. 122, Euro 9,00)    

Con il cambiamento della società, anche un evento delicato ma naturale della vita delle donne, come il parto, è stato stravolto: dalla nascita in casa si è passati infatti, negli anni sessanta, a un’ospedalizzazione di massa. Lo spauracchio della sicurezza e dell’assenza di dolore ha portato a una pratica del taglio cesareo che si attesta oltre il doppio rispetto alla media europea e a una diffusione della parto analgesia non più come una possibilità di scelta ma come un’offerta generalizzata che rischia di creare bisogni inautentici e promesse da onorare. Di tutto questo racconta e su tutto questo soprattutto si interroga Rita Breschi, e lo fa non in maniera teorica, ma alla luce della sua lunga esperienza di ostetrica. Breschi afferma, con entusiasmo e convinzione, come il parto naturale sia soprattutto un diritto delle donne, della loro esperienza e del loro corpo. È così che si scopre un nuovo approccio alla nascita naturale, capace di valorizzare le straordinarie risorse fornite dalla natura a ogni donna e a ogni bambino, una vera e propria filosofia che cerca di facilitare questa esperienza umana, di decondizionarla dalla paura illuminandone aspetti di crescita e consapevolezza per proteggere il terreno sul quale si fondano i legami d’amore. Il volume è una riflessione moderna destinata al pubblico femmine tutto: alle future mamme, a quante lo sono già e alle ostetriche.

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GRAFICA

Dario Cimorelli e Anna Villari, Manifesti Posters - La velocita' nella pubblicita' italiana 1890-1955 (Silvana, pagg. 240, Euro 39,00)

Un inarrestabile flusso di energia serpeggia con vigore nella cultura europea e italiana di inizio Novecento. A fare da portavoce di questo clima in Italia, fino all'apoteosi, sono Gabriele d'Annunzio, Filippo Tommaso Marinetti e tutti quegli artisti e intellettuali che hanno segnato in modo spesso esasperato e fragoroso il panorama dell'arte dei primi decenni del secolo, desiderosi di abbandonare la cultura tradizionale, ormai ritenuta stantia e immobile, e di registrare l'irrompere nella vita del loro tempo delle nuove forme, dei nuovi oggetti, delle nuove abitudini della modernità. Una modernità il cui passo, il cui ritmo deve essere aggressivo, sicuro, in una parola veloce. L'automobile, vero e proprio oggetto di una deflagrante rivoluzione industriale e sociale, è protagonista indiscussa dell'entusiasmo modernista. E insieme a essa piroscafi, locomotive, aeroplani, robot, inauditi e rapidissimi mezzi di comunicazione vanno a popolare un sempre più diffuso immaginario avveniristico, che si riflette nella nascente comunicazione pubblicitaria. Manifesti, locandine, dépliant, riviste illustrate, a cui si riconosce forza di comunicazione e penetrazione capillare, sono il veicolo di propaganda commerciale adatto a reclamizzare i ritrovati e i prodotti della modernità; ma sono anche punto di comunicazione tra produzione industriale e un'arte di consumo dedicata alle nuove masse metropolitane, diventando spesso uno spregiudicato campo di sperimentazione.

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ARTE

Roberto Marchesini, La rivoluzione nell'arte - Una sfida alla bellezza del creato (D'Ettoris Editori, pagg. 160, Euro 14,90)

Cos'hanno a che fare l'arte con la Montagna del sale di Mimmo Paladino, le Superfici magnetiche di Boriani, le tele squarciate di Fontana, le sfere bronzee di Pomodoro, i suoni di Stockhausen? Quante volte siamo rimasti basiti di fronte a "opere d'arte" vergognandoci di pensare "Questo l'avrei fatto anche io"? Come si è arrivati, da Caravaggio, Bach, Bernini all'orinatoio di Duchamp? Cosa ha provocato il decadimento della bellezza? Cos'ha a che fare il processo rivoluzionario con l'arte? Roberto Marchesini ci accompagna in un viaggio appassionante e sorprendente attraverso l'arte moderna e contemporanea, alla ricerca di quel significato nascosto che essa porta senza renderlo esplicito. Con un linguaggio semplice e chiaro (lontano da quello solitamente utilizzato nei libri dedicati all'arte) l'autore ci accompagna alla scoperta della Rivoluzione nell'arte: una sfida alla bellezza del creato.

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