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Taci Imbecille

Giordano Tedoldi, «Libero» 3 settembre2016
Volare alto può creare problemi nelle menti e nei comportamenti di chi, evidentemente, è abituato a quote rasoterra. Ieri un aereo Ryanair proveniente da Catania aveva cominciato la discesa per atterrare all’aeroporto di Orio al Serio. Il volo era puntualissimo. Come da regolamento, il personale di bordo passava lungo il corridoio controllando che i passeggeri avessero allacciato le cinture. Una bambina catanese di quattro anni, in viaggio con mamma e papà, non le aveva allacciate. Con gentilezza, immaginiamo, l’hostess o lo steward avrà invitato la frugoletta ad adempiere quell’innocuo dovere, nell’interesse della sua sicurezza. In caso di un atterraggio brusco, con qualche forte sbalzo, o sotto l’effetto del cosiddetto wind-shear, una variazione improvvisa di velocità del vento, il passeggero non cinturato può vedersela molto brutta. Ma figuratevi se questi argomenti, razionali, possono aver prevalso sull’ostinazione di una bambina di quattro anni dal temperamento ribelle. Ma i genitori? Loro avrebbero potuto persuadere o, senza eccessi, costringere la bambina ad allacciarsi le dannate cinture, tanto più che, in un caso malaugurato, sarebbe stata la loro figlia a diventare una polpetta. Risposta di mamma e papà al personale di bordo: «Lasciatela in pace, se non vuole mettere le cinture è inutile insistere». Lo spettacolo continuava, sotto gli occhi allibiti degli altri viaggiatori, che si saranno però sentiti rassicurati vedendo uscire dalla cabina il comandante. «Adesso ci pensa lui». Certo, il carisma del comandante, il capo, non può fallire. Eh insomma, mica è un terrorista a bordo, è una bambina di quattro anni! Niente. La bambina, a questo punto di certo in picco euforico, data l'attenzione che le veniva concessa, con la complicità dei genitori, non si è allacciata le cinture nemmeno con l'intervento del comandante. Poi dice chela storia dei bambini onnipotenti, per colpa di genitori assurdamente permessivi, già pronti a un destino di schiavi ricattati dai capricci dei loro figli, è un luogo comune, una sciocchezza. Ah, la storia non è finita qui, perché ovviamente, tornato in cabina, i comandante ha fatto atterrare l’aereo. Ma le porte non si sono aperte, i passeggeri sono stati obbligati ad attendere mezz’ora l’arrivo della polizia di frontiera, chiamata dall’equipaggio. Non sappiamo se e quali sanzioni siano state irrogate alla demonica bambina e ai suoi succubi, cioè i suoi genitori. Qualunque sia stata, una multa, una segnalazione, un richiamo, una ramanzina, sappiamo però già, da discreti conoscitori della natura umana, e dei capricci infantili portati all’eccesso, che non sarà servita a nulla. Anzi, scesi dall’aereo, potete star certi che mamma e papà avranno totalmente sposato il comportamento della loro piccola, brutalizzata dall’equipaggio disumano e maleducato. Lei, è statala vittima dell’irragionevole richiesta di allacciare le cinture quando, insomma, «noi abbiamo voltato altre volte e nell’atterraggio non è successo mai niente, dunque non c’è nessun bisogno della cintura». Certo. La prossima volta, si potrebbe direttamente far accomodare la piccola dea in cabina di pilotaggio, alla cloche. Che guidi lei. Non è molto diverso, del resto, dai videogiochi. Si può fare. Una bambina, con un po’ di grinta e di volontà, e nessun freno dagli adulti che debbono educarla, può fare tutto, e ricevere l’adorazione bovina dei genitori, che credono che il mondo ruoti attorno alla loro piccola. Rabbrividiamo al solo pensiero del futuro che attende i due genitori, ignari, e colpevoli.

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