Strage di Natale

Ucciso a Milano il killer di Berlino. Giustizia è stata fatta per Fabrizia

Ad un controllo notturno alla stazione di San Giovanni a Milano il terrorista ha estratto la pistola, ha ferito un agente ma è stati freddato dall'altro. Grazie polizia!

di Simonetta  Bartolini

Ucciso a Milano il killer di Berlino. Giustizia è stata fatta per Fabrizia

Qualche volta, solo qualche volta, purtroppo il destino si comporta da galantuomo e, seppure a modo suo, rimette a posto le cose  riequilibrando (purtroppo non sanando) le iniquità. A Berlino nell’attentato al mercatino di Natale, era morta una giovane donna italiana, che ignara come tutti, prima di tornare a casa per le festività si era recata a fare comprare regali per genitori amici…, era morta lì, l’animo gioioso delle festività e del dono per i suoi cari era stato l’ultimo prima che quella morte assurda e ingiusta la carpisse. Questa notte l’attentatore che nel frattempo si era dato alla fuga e si era reso irreperibile per le squinternate (come definirle altrimenti) forze dell’ordine tedesche– arrivava in Italia (da dove peraltro era partito ahinoi, e chi lo ha lasciato andare senza preoccuparsi di dar seguito all’obbligo di rimpatrio in Tunisia porterà per sempre la responsabilità della morte a Berlino), intercettato casualmente alla stazione di San Giovanni in procinto di prendere un treno per andare non sappiamo ancora dove, viene fermato in un normale servizio di controllo. Lui apre lo zaino, i poliziotti pensano che stia pendendo i documenti che gli hanno chiesto, invece tira fuori una pistola e comincia a sparare.

Il terrorista che è bravo solo a fare stragi utilizzando un grosso tir, per fortuna non è altrettanto abile con le armi, eh sì anche quel terrorista è il frutto del modernità (e questa è la vera sconfitta, almeno metafisica, dei sedicenti tutori della legge di Allah che condannano la deriva superficiale della vita contemporanea) dove non conta la professionalità, l’abilità l’esperienza, ma solo la quantità anche nell’odioso criminale disegno terroristico; lui sa solo far fuori tante vite in maniera vigliacca e grossolana. Dunque quel giovanotto non sa sparare bene e ferisce uno degli agenti ma viene abbattuto dall’altro che invece sa sparare, è un professionista (per quanto mal pagato) cui è stata affidata per pochi euro la sicurezza della città.

Ecco, il destino si compie ristabilisce una certa equità  il terrorista partito dall’Italia finisce la sua carriera criminale a Milano, il terrorista che aveva ucciso una ignara cittadina italiana subisce la nemesi e da un coraggioso cittadino italiano viene punito.

Certo non consola, non consolerà i genitori di Fabrizia, e soprattutto non assolverà le coscienze di chi ha permesso che un siffatto individuo, dopo essere stato 4 anni in carcere in Italia, sia stato dotato di ordine di rimpatrio senza farlo eseguire e dunque permettendo a quell’odioso ladro di vite di andarsene liberamente in giro per l’Europa .

Siamo scettici, ma vorremmo credere che serva di lezione. Se quell’uomo è tornato in Italia significa che qui sapeva di poter contare su aiuti, sostegno, complicità, sapeva che qui se ti inventi migrante o rifugiato hai il via libera, o quanto meno puoi contare sull’impunità, non sapeva che per fortuna qualche volta la stupida demagogia viene sconfitta da due agenti che fanno e sanno fare il loro dovere.

Grazie agenti!

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