FIRENZE: teatro della Toscana.

SORELLE MATERASSI: E LASCIATEVI DIVERTIRE. Un Palazzeschi allo stato puro sul palcoscenico della Pergola.

Al teatro della Pergola la bellissima versione teatrale di Ugo Chiti del celebre romanzo. Eccezionali Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati.

di Domenico Del Nero

SORELLE  MATERASSI: E LASCIATEVI DIVERTIRE.   Un Palazzeschi allo stato puro sul palcoscenico della Pergola.

Una vera e propria iniezione di toscanità . L’adattamento teatrale di Ugo Chiti del capolavoro di Palazzeschi,  Sorelle Materassi ha fatto il pieno di pubblico, di entusiasmo e di applausi ieri sera sul palcoscenico fiorentino della Pergola.  Meritati, senza dubbio, perché Chiti, nel suo adattamento, ha messo davvero l’anima del grande scrittore fiorentino: bonariamente scandalosa, impertinente, leggera ma senza ombra di superficialità. Così il romanzo di Palazzeschi ha il profumo di una periferia fiorentina che è “strapaesana”, ma senza indulgere a tocchi di  nostalgia e tanto meno da cartolina; o se ci sono, sono tocchi di cartoline futuriste.

La storia delle tre sorelle, due delle quali zitelle non inacidite, ma sicuramente frustrate malgrado la dedizione al lavoro che ne fa due vere campionesse dell’ago e del filo, rinomate “ricamatrici di bianco, acquista nella versione di Chiti una sorta di accelerazione, oltre a una coloritura ancora più ironica e  divertente. Ad esempio Il sogno fatto ( in apertura di scena)  dalle due attempate signorine  di essere ricevute nientemeno che dal papa, con Teresa – proprio quella in apparenza più savia e compassata -  che non esita a dire al Santo Padre di ricamare le mutande delle “troie”  – con un accento e un cuore fiorentino che solo Lucia Poli poteva mettere – è sicuramente un capolavoro  di esilarante comicità. I toni di tragedia vera e propria – assenti del resto anche in Palazzeschi – sono come sfumati in una dimensione ludica che assorbe le vicende delle sorelle, gli amori mai nati e le piccole bigotterie, chiacchiere e “cianate” di provincia:  sembra di sentire il finale del Falstaff boitiano musicato da Verdi  Tutto nel mondo è burla. E se l’inizio può far pensare ad una pericolosa deriva “vernacolare”, l’impressione è subito fugata: sembra se mai che Chiti abbia fatto suo il celebre E lasciatemi divertire …. Chiti è riuscito comunque a scavare anche nelle malinconie e nelle nostalgie delle “atmosfere” toscane e come ricorda il regista “ anche se non si parla toscano stretto si respira comunque un’aria visceralmente toscana”. [1]

La regia di Geppy Gleijeses  non trascura del resto qualche tratto gozzaniano: sa essere scattante,  sottolineare e valorizzare gli aspetti comici e divertenti senza trascurare però la sorridente ironia e il ritratto umano.  “Sorelle Materassi è un’opera molto divertente,permeata di una continua ironia, e a partire dal romanzo scritto in maniera curiosa Ugo Chiti (…) ne ha fatto per il nostro spettacolo una riduzione che è una vera delizia” dichiara il regista, che parlando di Palazzeschi dice” i suoi testi non arrivano al dramma vero e proprio, allo sconvolgimento totale, ma anzi tutto viene riassorbito in una sorta di quotidianità fatta di piccole sofferenze che solo apparentemente possono sembrare grandi.”   Nel caso delle Materassi  “E’ il confronto di un mondo contadino artigianale che sperimenta l’impatto con la vita e con il mondo esterno.”

Il meccanismo teatrale funziona perfettamente grazie anche alle scene di Roberto Crea – un interno borghese con vista su un giardino dal tocco un po’ rustico -  ai bellissimi costumi di Ilaria Salgarella, Clara Gonzales, Liz Ccahua coordinate da Andrea Viotti –(Accademia Costume&Moda, Roma-1964): esilaranti quelli delle due zitelle che partecipano al matrimonio di Remo con l’americana. Ottimo anche il gioco di luci di Luigi Ascione e il commento musicale di Mario incudine.

Infine, la compagnia: la Gitiesse Artistiriuniti schierava nei ruoli principali delle tre sorelle Lucia Poli(Teresa), Milena Vukotic (Carolina) e Marilù Prati (Giselda). Tutte e tre bravissime: straordinaria Lucia Poli nel dar vita a una Teresa solo in apparenza dura e autoritaria, in realtà anch’essa fragile e vulnerabile e soprattutto squisitamente toscana: nell’accento, nel carattere, nelle movenze. La Vukotic  è stata invece una Carolina introversa, sospirosa e “coccolona”, un vero e proprio “buffo” palazzeschiano senza però mai scadere  nella macchietta. Davvero eccezionali  la vitalità, l’energia e la carica di queste due grandi attrici che hanno entrambe passato le settanta primavere, ma che dimostrano davvero che se c’è qualcosa che ha il segreto dell’eterna giovinezza questa è la magia del teatro e dell’arte. E non certo da meno è stata Marilù Prati nei panni di una Giselda sicuramente accorta e prudente, ma troppo inacidita e scontrosa per poter riportare le sorelle sulla retta via e fare da argine al nipote seduttore. E senza dubbio il Remo del giovane GabrieleAnagni rispondeva perfettamente al personaggio cinico e opportunista,  personaggio tra il goliardo e il cinico viveur che non esita a sfruttare  la dabbenaggine di due vecchie zitelle e a “scaricarle” per una bella ereditiera americana,  ben resa in tutta la sua esuberante vitalità da Roberta Lucca. E non si può certo non menzionare Sandra Garuglieri nel ruolo di Niobe, perfetta serva toscana d’altri tempi devota, affezionata e impicciona;  e menzione cum laude anche al Palle di Gian Luca Mandarini.

Insomma, andate e … lasciatevi divertire: ne vale davvero la pena. Repliche fino a venerdì 24 febbraio (con pausa lunedì 20) ore 20,45; domenica ore 15,45.

 

 

 



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