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i libri di totalità

Rassegna mensile di novità librarie: marzo 2017

di Mario  Bozzi Sentieri

Rassegna mensile di novità librarie: marzo 2017

Marcello Veneziani , Alla luce del mito(Marsilio, pagg. 160, Euro 16,50)

Il mito è il racconto sorgivo sulla nascita della vita, del pensiero e del mondo, che si esprime nella parola e nel silenzio, nell'arte e nella preghiera, nel gioco, nel canto e nella poesia elementare della vita. Non è verità né illusione, abita su un altro piano: è ordine nella bellezza. Sul mito si fondano la storia, la politica, perfino il cinema e la pubblicità; mitico è l'amore e così l'infanzia. Quando però i miti sono negati, crescono al loro posto idoli e surrogati, come quelli che ci circondano oggi. In questo libro Marcello Veneziani si propone di recuperare la dimensione autentica del mito per porlo al centro dell'esistenza e rispondere così a un desiderio profondo e diffuso di «vita superiore». Dopo la disfatta di religione e filosofia, per compensare lo strapotere della scienza e contendere la sovranità alla tecnica e alla finanza, non resta che affidarsi al «mitopensiero». Senza miti, infatti, la vita non è affatto più libera, più autonoma, più razionale; solo più povera, più insensata, più labile. All'uomo di oggi - scrive Veneziani - «il mito non offre profitti ma fondamenti, non assicura vantaggi ma significati. Dona bellezza, irraggia gli eventi e illumina i volti». 

EUROPA

Giulio Meotti,  La fine dell'Europa. Nuove moschee e chiese abbandonate (Cantagalli, pagg. 224, Euro 17,00)

Giulio Meotti ha intrapreso un percorso  impopolare ma necessario nel mettere a nudo la verità allarmante sul declino demografico dei popoli europei indigeni. La nostra incapacità di riprodurci non è causata dalla povertà o dalla debolezza genetica. Al contrario, ciò è dovuto alla ricchezza, all’indolenza e alla voglia di aggrapparci alla sicurezza dello stato sociale. Ci ritiriamo dal lavoro il più presto possibile, e persino i giovani sono inclini a considerare i figli come un peso che è meglio evitare. Una cosa è certa, senza il coraggio di essere ciò che siamo, e di trasmettere la nostra eredità ai nostri figli, noi europei siamo destinati a scomparire. E con noi scomparirà la più grande civiltà che il mondo abbia mai conosciuto.

MONDO

Stefano Fabei e Fabio Polese, I guerrieri di Dio. Hezbollah: dalle origini al conflitto in Siria (Mursia, pagg. 384, Euro 21,00)

Hezbollah è un soggetto politico di primaria importanza nella storia recente del Libano e della scena mediorientale, parte minoritaria, ma particolarmente significativa dell’Islam contemporaneo. Il Partito di Dio è una realtà piuttosto complessa ed articolata, infatti esso rappresenta allo stesso tempo un gruppo integralista e un movimento di guerriglia, la longa manus iraniana nella lotta a Israele e la comunità sciita nello Stato libanese, con articolazioni che vanno dalla ricostruzione di ospedali e scuole all’assistenza economica alle famiglie dei martiri. Nato ufficialmente nel 1982 al momento della seconda invasione israeliana, Hezbollahè diventato l’organizzazione militare ed il movimento islamico-nazionalista più importante nella resistenza al sionismo. Nel corso della sua trentennale esistenza il Partito di Dio ha dimostrato un notevole pragmatismo, essendo capace di adottare tattiche nuove nel rispetto delle strategie prefissate. A dimostrazione di questa versatilità, le parole di Nasrallah dopo la vittoria su Israele del 2006, quando il segretario di Hezbollah disse che le armi sciite avevano combattuto per tutti i libanesi, sunniti, cristiani e drusi compresi. Al realismo politico ed al prestigio diplomatico, il gruppo sciita ha accoppiato una crescente efficacia militare, mostrata di recente nella lotta all’Isis con gli alleati siriani ed iraniani.

TEMPI MODERNI

Byung Chul Han,  Psicopolitica. Il neoliberalismo e le nuove tecniche del potere (Nottetempo, pagg. 110, Euro 12,00)

Un’infinita possibilità di connessione e di informazione ci rende veramente soggetti liberi? Partendo da questo interrogativo, Han tratteggia la nuova società del controllo psicopolitico, che non si impone con divieti e non ci obbliga al silenzio: ci invita invece di continuo a comunicare, a condividere, a partecipare, a esprimere opinioni e desideri, a raccontare la nostra vita. Con un volto amichevole ci seduce e ci lusinga, mappa la nostra psiche e la quantifica attraverso i big data, ci stimola all’uso di dispositivi di automonitoraggio, ottimizzando le nostre prestazioni. Nel panottico digitale del nuovo millennio – con internet, gli smartphone e i Google Glass – non si viene torturati, ma twittati o postati, il soggetto e la sua psiche diventano produttori attivi di beni immateriali, i dati personali e le emozioni sono costantemente monetizzati e commercializzati. In questo suo saggio, Han pone l’attenzione sul cambio di paradigma che stiamo vivendo, mostrando come la libertà oggi vada incontro a una fatale dialettica che la porta a rovesciarsi in costrizione: per ridefinirla è necessario diventare eretici, rivolgersi alla libera scelta, alla non conformità.

IDEOLOGIA

Luciano Pellicani, Cattivi maestri della Sinistra. Gramsci, Togliatti, Lukàcs, Sartre e Marcuse (Rubbettino, pagg. 132, Euro 12,00)

Sin dalla Rivoluzione Francese, che le ha dato i natali, la sinistra non è mai stata un singolare. Sono sempre esistite due sinistre di cui una era la negazione secca dell'altra. 
Di qui il duello permanente fra la sinistra liberalsocialista, determinata a universalizzare la fruizione dei diritti e delle libertà, e la sinistra totalitaria, animata da un progetto profondamente liberticida centrato sull'idea che la costruzione del comunismo esigeva l'abbattimento violento di tutte le istituzioni sociali esistenti e l'instaurazione del terrore catartico quale strumento di purificazione della società borghese, corrotta e corruttrice.

I cattivi maestri della sinistra si mostrano bravi e scrupolosi scolari che adeguano ai tempi il verbo marxista-leninista. Gramsci non solo sarà fedele alla concezione leninista del Partito ma la integrerà con la dottrina dell'egemonia del moderno Principe che sarà, in ogni regime comunista, la legittimazione della dittatura totalitaria degli intellettuali sulle masse lavoratrici. Togliatti, tramite «il legame di ferro con Mosca», applicò l'ideologia gramsciana dell'egemonia facendo del Pci un contro-Stato e una contro-Società con il mito della purezza ideologica e con la pratica di un'organizzazione capillare del Partito. Berlinguer, del quale è rimasto il mito della diversità, ancora nel 1981 parlava del Pci come di una «preziosa anomalia» perché costituiva una «alterità culturale».

La diversità, l'anomalia, l'alterità le abbiamo pagate a caro prezzo con una democrazia bloccata, una morale doppia, una cultura organica fino alla fine dell'Urss che aveva rinchiuso interi popoli in un mostruoso Stato totalitario centrato sulla satanica ideologia, come dice Pasternak nel Dottor Zivago, che faceva in modo che «la gente disimparasse a giudicare e pensare, costringendola a vedere ciò che non esisteva e dimostrare il contrario dell'evidenza» per ottenere - per dirla con Solzenicyn - «una completa resa dell'anima: una partecipazione attiva e costante alla generale Menzogna».

 

CONTRORIVOLUZIONE

Thomas Molnar , La Controrivoluzione. Critica ragionata alla rivoluzione francese (Oaks pagg.  209, Euro 18,00)

 Se alla Rivoluzione Francese, e ai suoi protagonisti, sono state dedicate intere biblioteche, ben pochi sono, al loro confronto, gli studi dedicati a chi, invece, alla Rivoluzione si oppose. Questo saggio, scritto da un apprezzato studioso e filosofo cattolico, nato a Budapest ed emigrato negli USA, fa il punto sulle idee, tutt’altro che superficiali o effimere, che mossero gli avversari della Rivoluzione, protagonisti di una corrente di pensiero viva e feconda dal 1789 sino all’inizio del Novecento.

STORIA

Vittorio Bonacci, Storia di un altro Ottocento. Fascisti ante litteram (Ritter Edizioni,  pagg. 130, Euro 16,00)

Questo libro intende ricostruire, ripercorrendola velocemente, la storia ideologica di un altro Ottocento, ovvero di un Ottocento altro da quello che ci è stato consegnato e tramandato dalla cultura egemone del pensiero unico. Un XIX secolo che va dal Congresso di Vienna ( 1814 ) allo scoppio della Prima Guerra Mondiale (1914) e che non si presenta quindi caratterizzato soltanto dalle istanze liberali, democratiche, egualitarie e socialiste – che pure lo contraddistinsero, almeno in parte – bensì anche dalle ispirazioni e dai motivi ideologici controrivoluzionari e reazionari del legittimismo monarchico e cattolico propri del suo esordio, ovvero la Restaurazione post-napoleonica, e, successivamente, da due filoni di pensiero paralleli e contrapposti che per comodità, si potrebbero definire “ hegeliano” e “ antihegeliano “ e che in questa sede si è ritenuto di definire rispettivamente come corrente “ufficiale” e “ufficiosa” del pensiero della Destra romantica e tardo romantica ottocentesca. 

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Roberto D'Angeli,  Storia del Partito Fascista Repubblicano (Castelvecchi, pagg. 330, Euro 29,00)

Questo libro ripercorre l'intera vicenda del Partito fascista repubblicano, ricostituito da Mussolini dopo la sua liberazione nel settembre 1943, fino all'epilogo di piazzale Loreto. Filo conduttore è il rapporto fiduciario tra il Duce e il Pfr, caratterizzato da parte del dittatore da atteggiamenti contraddittori legati alle alterne fortune della Repubblica sociale italiana, che lo portavano a vedere nel Partito, per la sua lealtà e inflessibilità, lo strumento più adatto ad affrontare le fasi gravi e incerte, e quello più riottoso e scomodo nei momenti di distensione e compromesso. Ampio spazio è dedicato all'indagine dei modi e dei settori in cui si espresse l'antisemitismo del Fascismo risorto; si analizza inoltre come la struttura politica ufficiale fu d'impulso e supporto a quella amministrativa. Prefazione di Giuseppe Parlato.

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 Pietro Neglie, Il pericolo rosso. Comunisti, cattolici e fascisti fra legalità ed eversione 1943 – 1969 (Luni, pagg. 384, Euro 25,00)

Questo lavoro cerca di ricostruire la storia del nostro paese nel periodo compreso fra la guerra civile del 1943-45 e il 1969, inizio della strategia della tensione, avendo come filo conduttore i rapporti fra Dc, Pci, Msi e i loro referenti internazionali, alla luce dell’attività “coperta” delle organizzazioni paramilitari clandestine. Questi partiti ideologicamente forti disponevano di apparati di sicurezza e sistemi logistici attivabili in situazioni di emergenza; ciò pone problemi di enorme rilievo in merito al punto centrale, in uno stato democratico, relativo all’esercizio del monopolio della forza. Pone anche il problema dello “spazio” reale in cui si esercita la sovranità dei cittadini, laddove l’esistenza di strutture paramilitari clandestine pone dei limiti che nemmeno l’esercizio del diritto di voto può far superare.

Da un lato i comunisti, con i loro apparati paramilitari riorganizzati con l’aiuto di Mosca, nati dalle costole del combattentismo partigiano, protetti e finanziati dall’Urss. Dall’altro il variegato e contraddittorio fronte anticomunista, con le sue strutture ricostituite sotto la supervisione degli anglo-americani: la gladio quale evoluzione delle formazioni partigiane cattoliche e la rete di strutture a essa collegate; la “gladio nera”, sofisticata evoluzione del radicalismo fascista “utilizzata” dall’anticomunismo di marca atlantica per operazioni illegittime e illegali: nel loro insieme, esse hanno tenuto in stallo la democrazia italiana per mezzo secolo.           

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 Salvador Borrego, Sconfitta mondiale. Capitalismo e Marxismo verso la Globalizzazione (Settimo Sigillo, pagg. 582, pagg. 45,00)

Un libro scomodo e controcorrente, quello di Salvador Borrego. La prima edizione in lingua spagnola è del 1953, da allora ha avuto oltre cinquanta edizioni. Si tratta di una analisi delle ragioni e delle origini, spesso occulte, della Seconda guerra mondiale realizzata compulsando fonti soprattutto inglesi e americane. L'autore va anche oltre evidenziando le conseguenze attuali della guerra che ha coinvolto l'intero mondo. I tentativi di Hitler di ottenere una pace, prima e durante il conflitto, con l'Inghilterra sono al centro della narrazione come lo è peraltro l'impressionante mole di notizie sullo scontro titanico tra Terzo Reich e Bolscevismo russo. 32 pagine di foto fuori testo. formato 17x24. 

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Vincenzo Pirro, Italia e Germania nel Novecento, a cura di Rodolfo Sideri (CreateSpace Independent Publishing Platform, pagg. 318, Euro 20,00)

Il nuovo libro postumo di Vincenzo Pirro incentra l'attenzione sul rapporto tra due civiltà e culture che hanno iniziato ad amarsi-odiarsi fin dall'Alto Medioevo e hanno continuato a interagire ancora nel Novecento, quando hanno interpretato e tentato di risolvere in senso moderno la crisi dello Stato. In un'analisi che legge filosoficamente la storia e accerta storicamente il pensiero filosofico - secondo la grande lezione vichiana che invita ad accertare il vero e inverare il certo - l'Autore si spinge in un'attualità che in parte è ancora la nostra, in cui nazione e Stato si sono separati per perdersi entrambi. Morte della Patria, mancanza di senso civico, disonestà pubblica sono figli dell'incapacità di metabolizzare il fascismo come parte della storia italiana ed europea e nel conseguente rifiuto di conservare e continuare la nazionalizzazione delle masse da esso compiuta. Italia e Germania offrirono soluzioni diverse alla crisi del Novecento, che determinarono anche un diverso atteggiamento rispetto all'Europa. Temi, questi, che hanno il pregio di lumeggiare anche le dialettiche dei nostri tempi, in virtù della serietà "religiosa" con la quale Pirro è solito condurre le sue analisi.
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Autori Vari, L’Italia tradita. Storia del Belpaese dal miracolo al declino (Circolo Proudhon, pagg. 301, Euro 16,00)

Settant’anni di storia italiana raccontati attraverso una chiave di lettura critica ed approfondita attorno ai suoi moti culturali, le rivoluzioni sociali e le scelte politico-economiche più importanti che hanno contribuito a condurci nell’Italia di oggi. Dall’ambigua rottura col passato segnata dall’era della Democrazia Cristiana, fino alle rivoluzioni e ai processi più importanti quali i moti del Sessantotto, Tangentopoli e la fatidica Trattativa Stato-mafia, passando per l’ascesa al potere di Silvio Berlusconi ed il successivo quanto attuale stravolgimento degli “equilibri” interni segnato da una graduale istituzionalizzazione dello Stato d’eccezione. Dal divorzio tra il Tesoro e la Banca d’Italia, fino agli scandali del Montepaschi, di Banca Etruria e la normativa del bail in. La storia di un’Italia tradita si intreccia e si sovrappone alle vicende e agli scandali di un’élite corrotta, e questo saggio scritto dai redattori delle sezioni Interni ed Economia de L’Intellettuale Dissidente, offre un ampio spaccato in termini di confronto tra il Paese che fu ieri con i suoi pregi e difetti, e quello che è diventato oggi con le sue migliorie ma anche con le sue profonde criticità e contraddizioni. Un passo a ritroso nel tempo per sensibilizzare e smuovere le coscienze del domani.

STORIA DELLE DESTRE

Adalberto Baldoni, Destra senza veli 1946 – 2017 (Fergen, pagg. 748, Euro 22,00)

Quello di Adalberto Baldoni è  un libro schietto e rigoroso nel descrivere gli avvenimenti, suffragati da testimonianze e documenti, svelando anche retroscena dalla nascita del Msi nel 1946 fino alla diaspora di Fratelli d'Italia e le altre sigle. Un percorso attraverso la politica dell'inserimento di De Marsanich e Michelini, la stagione della Destra nazionale, le vittime degli anni di piombo, la scissione di Democrazia nazionale, fino alla scomparsa quasi contemporanea di Romualdi e Almirante nel 1988 che segna la fine del postfascismo. Gli anni '90 con l'elezione di Fini alla segreteria, la parentesi di Rauti, le sconfitte "vincenti" del 1993, la Seconda Repubblica, la destra di governo, la fine del Msi e la nascita di Alleanza nazionale (1995), liquidata bruscamente nel 2009 per entrare a far parte del Popolo della Libertà. Ampio spazio alle vicende successive: la traumatica rottura con Berlusconi e la parabola discendente di Fini invischiato negli intrighi di Palazzo e negli scandali che coinvolgono la sua nuova famiglia, fino alla bocciatura del Fli da parte degli elettori e lo sfaldamento della comunità cresciuta nel Msi-An. 

PERSONAGGI

Luigi Marsiglia, Liberate Pound ! (Goal Book, pagg.138, Euro 12,00)

L’azione di liberazione di Ezra Pound dall’ospedale psichiatrico di St. Elizabeths a Washington, un’azione misconosciuta scaturita dall’Italia per interessamento diretto di Francesco Messina, Ardengo Soffici e Vittorio Cini. A metà tra il saggio e il romanzo, Liberate Pound descrive la vita del poeta riassumendone le varie fasi letterarie ed esistenziali, fino al coinvolgimento con il regime fascista: l’amore per l’Italia, l’infatuazione per Mussolini - considerato “uomo rinascimentale” - e i programmi dell’Eiar trasmessi da Roma in inglese per scuotere le coscienze americane a favore della non entrata in guerra degli Stati Uniti. Infine il carcere, dalla famosa gabbia di Pisa a Washington, il processo e l’ospedale psichiatrico. La detenzione terminerà proprio grazie al movimento di opinione, che accomunerà esponenti di destra e di sinistra, nato in Italia per interessamento dello scultore Messina e del pittore Soffici. L’uomo Pound e il poeta, con le sue chimere politico-economiche talmente all’avanguardia da pagarne in prima persona le conseguenze, con il manicomio e l’ostracismo culturale mai venuto meno.

CLASSICI

Pierre Drieu la Rochelle, Appunti per comprendere il secolo (Edizioni del Veltro, pagg. 160, Euro 18,00)

Il mondo classico ha riconosciuto la bellezza del corpo ed ha esaltato la forza che da esso si sprigiona, ma l’elogio degli atleti va di pari passo con la profondità e la creatività dei miti e dei riti. Il corpo che esprime potenza, infatti, è solo l’effetto di forze arcaiche e primordiali, legate ai geni familiari ed agli Dèi. Il medioevo è ancora legato alla classicità, è un’epoca di giovinezza e di vigore che trionfa nelle arti plastiche, nella poesia, nella filosofia e nella religione. Tuttavia, l’uomo medievale ha comunque già perso la sua originaria rudezza, è diventato abbastanza civile per raffinare la propria forza, ma non tanto da iniziare a distruggerla. La decadenza vera per l’uomo europeo comincia con il rinascimento, con la civilizzazione provocata dall’urbanizzazione e con il distacco crescente tra l’anima ed il corpo. Questo processo di crisi è proseguito fino all’era moderna ed i sintomi si manifestano anche nelle diverse espressioni artistiche. Un’inversione di tendenza si è registrata nel ventesimo secolo, dapprima nelle trincee ed è poi continuata nei movimenti politici rivoluzionari d’Italia, Germania e Russia, che hanno lanciato un ultimo appello alle forze della vita.

Il testo è impreziosito da un ricco apparato iconografico, curato da Cristina Gregolin, che riproduce le statue degli atleti presenti nel Foro Mussolini.

ORIENTE

Mircea Eliade,  Psicologia della meditazione indiana (Edizioni Mediterranee, pagg.  186, Euro 17,00)

Frutto delle ricerche condotte in India sotto la guida di S. Dasgupta e redatto nei primi anni Trenta, "Psicologia della meditazione indiana" (Psihologia meditatiei indiene) è il primo lavoro scientifico di ampio respiro del giovane Eliade: si tratta della sua tesi di dottorato, sostenuta nel 1933, che gli aprì le porte alla carriera universitaria. Il dattiloscritto della tesi fu scoperto negli archivi dell'Università di Bucarest dallo studioso Constantin Popescu-Cadem che lo pubblicò, inizialmente sulla "Revista de Istorie si teorie literarà" (1983-1985) e, successivamente (1992), come volume indipendente. Il lettore ha davanti il testo-base o lo "Yoga zero", all'origine degli sviluppi successivi sfociati nei vari libri che lo studioso romeno avrebbe dedicato all'argomento a partire dal 1936; esso getta nuova luce sull'approccio e le fonti di una ricerca sullo yoga, pionieristica e ancora in fieri, intrapresa da Mircea Eliade durante il suo decisivo contatto con la cultura indiana.

LUOGHI

Attilio Brilli, Il grande racconto delle città italiane (Il Mulino, pagg. 622, Euro 50,00)

“La forma di una città cambia più in fretta – ahimè – del cuore degli uomini»: già Baudelaire avvertiva come ogni inevitabile trasformazione del paesaggio urbano si accompagni a struggimento e perdita. Ma forse non è impossibile ritrovare il senso di un’armonia fra noi e i volti delle città italiane maggiormente rappresentative di quella luminosa civiltà che, nelle epoche passate, è stata un faro per il mondo intero. Guardiamole con occhi nuovi, come fanno queste pagine, e lasciamo che a venirci incontro siano immagini originali e inedite, consegnate a noi dalle testimonianze letterarie o artistiche di visitatori illustri che ne hanno saputo cogliere lo spirito autentico. Da arcaiche forme insediative risalenti alla notte dei tempi, quelle città sono diventate nel corso dei secoli capitali di signorie e di principati generatori entrambi di un’autonoma, altissima civiltà; e prima ancora sono state orgogliosi, liberi comuni o repubbliche marinare gelose del loro prestigio e della loro indipendenza. I luoghi che visiteremo grazie a questo libro esigono di essere considerati alla stregua di creature viventi, con le fisionomie, i caratteri, le personalità loro. Saranno occasione di conquista e scoperta personale, da cui usciremo profondamente arricchiti.

RIVISTERIA

Storia in Rete speciale: "Fascisti dopo Mussolini"

Settant'anni fa nasceva il Movimento sociale italiano. Un'esperienza durata poco meno di cinquant'anni e finita a Fiuggi nel 1995, mezzo secolo durante il quale questo partito ha attraversato la storia della Repubblica nel segno della nostalgia e alla ricerca di un avvenire e di un progetto politico.

Lasciato ai margini dall'"Arco Costituzionale" il MSI è stato comunque una fucina di contraddizioni e di esperienze, di laboratori politici e culturali, di luci e ombre. Dal MSI e dalle sue organizzazioni giovanili sono uscite molte delle personalità dell'Italia degli ultimi decenni. Raccontare oggi la storia del MSI vuol dire – storicamente – ricostruire un pezzo importante della storia italiana del Novecento, la storia di tanti, molti più di quelli che poi effettivamente votavano e militavano per la Fiamma tricolore.

"Storia in Rete" ha cercato di farlo senza retorica e senza partigianerie ma anche senza moralismi fuori tempo massimo in 148 pagine coordinate da Marco Valle dove alle analisi degli studiosi si alternano le memorie dei protagonisti di quella vicenda. Dalla nascita in semiclandestinità al tentativo di entrare nelle istituzioni, dalle esperienze e intemperanze del mondo giovanile alla violenza degli Anni di Piombo, dalle tantissime scissioni consumate alla luce della Fiamma all'ultima metamorfosi in una destra completamente differente.

Uno speciale tutto da leggere, anche e soprattutto per chi non ha vissuto - per motivi anagrafici o di inclinazione - la vicenda politica e umana del MSI. Per info http://www.storiainrete.com

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