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FIRENZE: Tolkien al Mandela Forum

IL RITORNO DEL RE: un nuovo trionfo di Tolkien e dell'orchestra e coro del Maggio

Il terzo episodio della saga del grande scrittore inglese con le musiche eseguite dal vivo. Vera e propria ovazione per il direttore, la solista e per i complessi musicali.

di Domenico Del Nero

IL RITORNO DEL RE: un nuovo trionfo di Tolkien e dell'orchestra e coro del Maggio

Ancora una volta, la magia di un grandissimo scrittore,J.R.R.Tolkien e quella di un’orchestra e un coro formidabili hanno fatto respirare a Firenze la magica atmosfera della Terra di Mezzo. Il Ritorno del Re, terzo atto di quella vera e propria saga epica contemporanea che è The Lords of the Rings, ha riempito il Mandela Forum di un pubblico entusiasta, che ha salutato con slancio, calore e affetto  l’orchestra e il coro (anzi i cori, perchè c'era anche quello delle voci bianche)  del Maggio Musicale Fiorentino, eccellenza toscana nel mondo che finalmente comincia ad essere conosciuta e apprezzata anche da un pubblico che non necessariamente ha familiarità con la grande e splendida tradizione della musica” colta”, ma che si spera possa prendere spunto da serate come questa per scoprire davvero una nuova “terra” ricca di un fascino che si rinnova sempre.

Ma per restare a Tolkien:  c’è stata ieri al prima delle due serate previste per il Ritorno del Re: ancora una volta, (come già per la Compagnia dell’Anello e Le Due Torri) proiezione del film in lingua originale con sottotitoli in Italiano, mentre il commento musicale era eseguito direttamente dall’orchestra e dal coro del Maggio Musicale Fiorentino diretti da Shih-Hung Young, con la soprano Kaitlyn Lusk.  Come è noto, la terza “giornata” della trilogia tolkieniana ci presenta lo scontro finale tra le armate di Sauron e quelle dei regni di Gondor e Rohan, con la piena manifestazione della regalità di Aragorn; mentre Frodo, tra mille peripezie e difficoltà che lo portano più volte vicinissimo alla sconfitta e alla morte, compie infine la sua missione assicurando il trionfo alle forze del Bene. Lieto fine dunque? Beh sì, ma non senza una punta di amarezza finale.  Lo straordinario bardo inglese del XX secolo vuole ammonirci che la lotta contro il male non ha mai veramente fine, e anche le vittorie lasciano ferite che non si rimarginano facilmente.

 Nell’appuntamento fiorentino è la musica la protagonista più importante. Del resto, come si è  già a suo tempo sottolineato, la colonna sonora de Il Signore degli Anelli, composta e orchestrata  da Howard Shore,è un “capolavoro nel capolavoro”  che ha dato un contributo determinate non solo al successo, ma anche all’alta qualità artistica dei tre film tratti dal capolavoro letterario.  Shore ha concepito il suo progetto come una vera e propria “opera musicale” in forma prevalentemente sinfonica, dove ogni film rappresenta un atto: e con tecnica senza dubbio wagneriana, ha creato una vera e propria “rete di leitmotive” che ricorrono continuamente non solo nel corso di un film, ma anche da una pellicola all’altra. Così ad esempio  quello  forse più famoso e amato, il Tema della compagnia , che pur nelle diverse varianti con cui viene presentato dà sempre una impressione di forza e risolutezza: nell’ultimo episodio, ne troviamo una bellissima versione nel momento della battaglia ai cancelli di Mordor ( al grido di Aragorn per Frodo!) e poi informa più pacata quando la Compagnia si ritrova dopo la sconfitta definitiva di Sauron.

E sono proprio questi i momenti che hanno fatto fremere di particolare emozione la platea fiorentina, quasi letteralmente “trascinandola” sul campo di battaglia. La musica di Shore è veramente una perfetta traduzione di tutto quello che anima il romanzo: i valori dell’amicizia, dell’amore, del coraggio e della lealtà, ma anche il dolore, la malvagità, la tremenda violenza della guerra che costituisce per l’uomo una prova suprema, l’orrore senza fine, la tenebra e la luce.  L’orchestra è il coro del Maggio, magistralmente diretta dal maestro  Shih-Hung Young, hanno dato a questa colonna sonora per certi aspetti unica il meglio della loro esperienza e capacità esecutiva, conferendo un impatto formidabile alle numerose scene belliche così come a quella dell’episodio di Monte Fato. Bravissima con la sua voce calda e bene impostata la soprano Kaitlyn Lusk, che ha dato una stupenda intepretazione di Into the West, il brano di chiusura che vinse nel 2004 l’ Academy Award per la migliore canzone originale.

Un appuntamento davvero da non perdere: l’ultima occasione è stasera alle 20.

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