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Editoriale

Stare con Matteo? Certo, ma ...Salvini!

Nello sconfortante e desolato panorama politico italiano, l'ultima spiaggia non può certo essere Renzi. Troppo maleodorante e inquinata...

Domenico Del Nero

di Domenico Del Nero

i  la nuova frontiera del naso tappato?  Sembra che il vecchio adagio  di Indro Montanelli, “votare Democrazia Cristiana turandosi il naso” sia diventata la condanna senza scampo dell’Italia. Dopo la DC, in molti, dopo un iniziale entusiasmo o quantomeno speranza di un minimo di cambiamento, si sono tappati il naso votando Berlusconi. Adesso è il turno del baldo rottamatore  - ultimamente, in verità, un po’ rottamato”-   di diventare il flagello dei nostri poveri  e asfissiati organi respiratori?

Chi scrive preferirebbe di gran lunga soffocare piuttosto che votare un simile personaggio; oggi più che mai, poi, dopo quella ignobile farsa e pagliacciata accaduta nei giorni scorsi a Napoli, nella quale certo Renzi in persona non ha parte alcuna e anzi c’è persino da apprezzare, per una volta, l’atteggiamento di un membro del governo, il ministro Minniti.

Ma sicuramente, se c’è da sostenere un  Matteo, quello è Salvini e non Renzi.  Il nostro direttore Simonetta Bartolini, in una delle sue analisi come sempre lucide e acute, dichiara alla fine “Resta Renzi, e non è una grande scelta, ma al momento per quanto possa sembrare paradossale è il meglio che offre il panorama politico italiano.”

Mi spiace direttore, ma non posso seguirti su questo assunto. I motivi li hai in parte elencati tu stessa, quando tratteggi con poche ed efficaci pennellate il ben magro e misero bottino (in termini positivi, perché se usiamo la parola in accezione  tipicamente fiorentina, allora di “bottino” ce n’è stato sin troppo) di tre anni di governo presentati come la palingenesi di un paese che sembra  toccare il fondo ogni giorno di più. E se la persecuzione giudiziaria in atto nei suoi confronti ci riporta senz'altro a scenari sin troppo noti e discutibili, non bisogna però dimenticare che è proprio la sua parte politica ad aver fatto di certa magistratura un'arma di governo. Finora, contro gli avversari: oggi evidentemente - e questo sa tanto di contrappasso dantesco - anche per i "panni sporchi" di famiglia.

Gli episodi sono tanti, troppi e basta cercarli in questi ultimi giorni.  Napoli, per l’appunto, in cui un sindaco si permette – con espressioni inequivocabili – di aizzare la violenza contro un parlamentare della Repubblica : e sarebbe già grave e inaccettabile anche si trattasse di un semplice cittadino, ma in questo caso lo è molto di più.  Lo è perché Matteo Salvini rappresenta - piaccia  o meno - milioni di persone che sia la sinistra al caviale e champagne sia quella che si fa chiamare “radicale” non sa far altro che bollare sprezzantemente come “populista”, dopo che  ha costruito le sue fortune millantando una protezione dei “diritti dei lavoratori e proletari” che con gli anni si è trasformata nel corteggiamento ai salotti milionari, purché ovviamente orientati nella giusta direzione.  E chi oggi, può legittimamente presentarsi  come un credibile tutore del popolo italiano? Renzi, Bersani o...Rossi? Ma vogliamo scherzare? Dei Cinque Stelle, ovviamente, non merita neppure far menzione ...

Per non parlare poi delle “perle” della magistratura, dalla persecuzione di una persona che ha difeso se stesso, i suoi averi e la sua famiglia al caso infame della coppia di genitori anziani a cui è stata tolta la figlia, mentre sta ormai prendendo piede l’adozione di bambini da parte delle coppie gay. Di tutto questo, a chi dobbiamo dire grazie? A chi ha costruito e imposto la “cultura” più innaturale e ferocemente intollerante che si sia vista dalla fine del secondo conflitto mondiale in poi. E come se se, fallita la strategia comunista, la sinistra stia tentando una via totalitaria con altri mezzi, sicuramente più subdoli e mascherati ma non meno esiziali.

Su una cosa però Simonetta Bartolini ha perfettamente ragione: le colpe non sono certo soltanto ed esclusivamente della sinistra ma di chi in questi ultimi decenni ha interpretato la cosa pubblica come cosa propria. Non si salva certo il centro destra, squassato da squallide divisioni, dai personaggi  che fanno rivalutare persino Badoglio, da giravolte incredibili e vergognose, come quella di Berlusconi che dalla discesa in campo contro i comunisti mangiatori di bambini è passato al sostegno del renzismo, con una resa incondizionata sui valori dell’etica e della famiglia.  Paradossalmente, ha ragione chi sostiene che oggi l’unico leader di sinistra in Italia è quell’altro bell’esemplare che risiede in Vaticano (o meglio, in Santa Marta) e che sta con brillantissimi risultati portando avanti la demolizione di quel che restava della chiesa cattolica.   Da falce e martello a tiara e martello, un passo niente male ….

Si può capire che Salvini per alcuni versi non entusiasmi e più di lui, alcune frange e alcuni personaggi del suo partito. Certamente, chi per decenni si è rispecchiato in una “destra” politica e culturale non può identificarsi tout court in lui e nel suo partito. Ma non si può – e non si deve – neppure dimenticare che è rimasto pressoché l’unico  leader politico di un certo peso a parlare di dimensione identitaria, di  difesa della famiglia  e dei valori tradizionali, di resistenza a una “invasione” mascherata da opera di carità (forse per Coop , Caritas e affini, ma… a loro favore) che sovente sfrutta in modo ignobile quegli stessi che dice di voler aiutare; e che si oppone alla totale demolizione di una civiltà che, con tutti i limiti e i difetti che possa avere, è però la nostra.  E soprattutto, la alternative che si prospettano fanno semplicemente orrore. Basti pensare che oggi per la canea del politically correct  il vero “fascista” è lui, molto più dei patetici e insignificanti rottami di quella poco rimpianta galassia che fu Alleanza Nazionale.

Certo, il cammino da fare è ancora lungo e chi  davvero  vuole difendere la Terra dei Padri e la Fede Immortale deve rendersi conto che il tempo invece è molto poco. Forse l’appuntamento ai cancelli di Mordor è dietro l’angolo. Proprio per questo, Renzi  non può essere l’ultima spiaggia, ma solo un disastroso capolinea.  Un giorno – si spera – ci sarà un vessillo migliore, ma dovremo essere noi a costruirlo e senza più indugio. O passeremo alla storia – se ci sarà ancora una Storia degna di tale nome – come la generazione della disfatta e della resa senza condizioni.

 

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    5 commenti per questo articolo

  • Inserito da Jack Reacher il 17/03/2017 14.00.01

    Essendo il "Nostro" il Paese che ha rivalutato la figura di Craxi (da corotto a statista, il passo è stato breve), che ha eletto una pornoattrice parlamentare (per altro molto presente durante il mandato parlamentare), che ha avuto come Re-Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (facendo per un momento quasi rimpiangere Vittorio Emanuele III),che ha letteralmente assolto Berlusconi sia giudiziariamente che moralmente (ora i "festini" di Arcore di punto in bianco diventati cene eleganti), beh allora ci possiamo permettere il lusso di avere Salvini,Meloni,Tremonti e Larussa come salvatori della Patria

  • Inserito da domenicodelnero il 17/03/2017 11.39.29

    lei è liberissimo/a di pensare e scrivere quello che le pare, possibilmente senza insultare e offendere il prossimo, come aveva invece fatto nel primo commento. Il giorno in cui Salvini dovesse veramente fare un discorso del genere sarei il primo a dargli contro; ma quello che non capisco è proprio perchè, se uno si permette di dissentire dall'accoglienza acritica e indiscriminata, si debba immediatamente parlare di "razzismo e xenofobia". Personalmente non mi ritengo nè l'una nè l'altra cosa, ma questo non significa assolutamente permettere che un paese diventi campo di battaglia per favorire, tra l'altro, gli interessi di Coop rosse e Caritas. Trovo ignobile e assurdo che il 20% dell'umanità sfrutti l'80% delle ricchezze del pianeta, ma non penso affatto che la soluzione giusta sia la Torre di Babele (voluta da CHI, poi? anche questo sarebbe interessante chiederselo). Chiudo con una nota a margine: che i "professori" (quelli di liceo poi!)possano essere "potenti" è la prima volta che lo sento dire e mi conforta, anche se in 25 anni di duro lavoro non me ne ero mai accorto (anzi). Certo, qualche eccezione c'è; Romano Prodi, per esempio, che non mi risulta stia con Salvini e comunque su posizioni "populiste" ....

  • Inserito da Jack Reacher il 17/03/2017 10.27.17

    Ma Denis Verdini non era anche lui un povero perseguitato dalla magistratura "rossa" al pari di altri martiri tip Previti,Dell'Utri,Minzolini,Corona,Scajola e Galan. La libertà in questo "Paese" è morta e sepolta nel 1994, anno in cui, destra e sinistra hanno legalizzato il conflitto di interesse (le stesse che hanno poi attuato il Piano di Rinascita Democratica della P2) e in cui, Indro Montanelli fu cacciato dal "Giornale" per non essersi voluto piegare all'Editore (cosa che poi hanno fatto grandi firme come Ferrara,Feltri,Belpietro e Giordano). Ma prima ancora la libertà è morta nel 1976 quando la Corte di Cassazione privò del diritto di voto Bernardo Bertolucci in Nome del Popolo Italiano (lo stesso che sbavava e tutt'ora sbava, per grandi programmi culturali come Uomini e Donne,Grande Fratello,Isola dei Famosi,X-Factor,Drive In, Non è la Rai, Il Festival della Canzone Italiana e via discorrendo). Ma ad essere onesti la libertà è morta a partire 1948 quando la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione fu palesemente aggirata, grazie all'inciucio tra DC e PCI. E concludo dicendo che Salvini farebbe un grande atto di onestà intellettuale se facesse un discorso tipo;"Sono razzista e xenofobo, per me tutti gli extracomunitari possono morire inceneriti in un campo di concentramento", invece di pararsi il culo con la legittima difesa e la pubblica sicurezza. Ma come è noto Salvini da buon milanese difetta sia dell'onesta che dell'intelletto, così come il paraculismo è la seconda religione più pratica in Italia dopo il calcio,s'intende. P.s. Io ho sempre fatto e detto quello che penso e non mi sono mai prostata e/o inchinato davanti al potente di turno trattasi di un politico o di un professore sia universitario che liceale.

  • Inserito da domenicodelnero il 16/03/2017 18.19.32

    Denis (sic) Verdini il MIO editore? Lei si sbaglia, caro signor Jack nonsocosa, (sicuramente il suo nome autentico, vero? Perchè la gente come lei è sempre molto coraggiosa!)Verdini era l'editore del giornale della Toscana presso il quale io ho collaborato alle pagine di cutura e spettacolo. Vede, caro signor nonsisachi, tutti abbiamo il brutto vizio e la pessima necessità di dover lavorare; io la invito comunque a trovare un solo articolo in cui io abbia incensato lui o chi per lui. Tra l'altro, sono uno dei tanti che ha preso anche una discreta fregatura, non essendogli stati pagati un discreto numero di articoli. Ma si dà il caso che io non sia MAI stato un dipendente di Verdini perchè la mia attività lavorativa è sempre stata un'altra. Dato ma non concesso che uno come lei sappia cosa significa la parola "lavoro" .... Quanto al tacere, non si faccia illusioni. Finché in questo paese c'è la possilibilità di esprimere la propria opinione continuerò a farlo. Alla faccia di certi soggetti ....

  • Inserito da Jack Reacher il 16/03/2017 17.58.23

    Uno il cui editore è stato Dennis Verdini noto truffatore,mafioso,bancarottiere e massone, qualche volta dovrebbe perlomeno avere la decenza di tacere

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