Come in una fiction

L'isis mette all'asta due prigionieri

Poichè i governi norvegese e cinese non pagano il riscatto, lo stato islamico li offre al miglior offerente. Il tempo per fare offerte è limitato, poi, l'esecuzione

di  Totalità

L'isis mette all'asta due prigionieri

Nell’ultima stagione di Scandal la serie americana che ha per protagonista una giovane e intraprendente donna di potere specializzata nelle soluzione di problemi di vip, nonché amante del Presidente americano– Olivia Pope viene rapita per ricattare il presidente che la ama a fare una politica che non sarebbe nel suo programma. Mentre fervono i tentativi di liberarla, la donna, che appunto è un’esperta in mediazioni, riesce a convincere i suoi sequestratori a tradire il mandante e a organizzare un’asta internazione con lei in palio! Ovviamente spera di guadagnare tempo sulla sua esecuzione (un ostaggio famoso non ha speranze di sopravvivere dopo un tale ricatto che si scoprirà ordito dal vicepresidente Usa).

Quando lo abbiamo vistoci siamo detti: però che fantasia questi sceneggiatori americani!

Sbagliavamo, perchè ancora una volta la fantasia è inferiore alla realtà.

L’Isis, che ormai rivaleggia con le fiction più in voga sia quanto a estetica che a format, nonché, purtroppo a trame, ha pubblicato alcune inserzioni pubblicitarie sulla sua rivista «Dabiq», mettendo  "in vendita" un ostaggio norvegese e uno cinese, alludendo alla possibilità di ucciderli qualora nessuno paghi il riscatto: quella pubblicizzata è infatti "un'offerta a tempo limitato", lo riferisce l’agenzia Ansa. Esattamente come nella fiction Scandal.

Nella penultima e terz'ultima pagina di un numero della rivista pubblicato mercoledì, l'Isis pubblicizza in inglese un "prigioniero norvegese in vendita" con un "for sale" riservato anche al cinese. Quattro foto segnaletiche di due uomini in tuta gialla sovrastano la scritta: «è stato abbandonato dal suo governo, che non ha fatto del proprio meglio per comprare la sua libertà. Chiunque voglia pagare il riscatto per il suo rilascio e trasferimento può contattare» un numero che inizia con +96 (un prefisso che il sito "fakenumber.org" considera "falso").

Le inserzioni, su sfondo scuro e ad alta definizione, sono indirizzati a quanti “possono essere interessati tra i pagani, crociati e i loro alleati, come anche tra quelle che sono definite organizzazioni per i 'diritti' umani».

Accanto alle foto tipo segnaletico all’americana (di fronte, profilo, tre-quarti e di nuca) vengono indicate le generalità degli ostaggi: Ole Johan Grimsgaard Ofstad, 48 anni, nato a Porsgrunn (Norvegia), "laureato in scienze politiche" e Fan Jinghui, 50, di Pechino, "consulente freelance". Di entrambi viene anche dato un indirizzo dettagliato.

Il riferimento all'offerta a "tempo limitato" lascia temere che, se la linea della fermezza del governo norvegese e cinese continuerà, per i due la tuta gialla verrà cambiata in quella arancione che hanno indossato le decine di ostaggi decapitati coi coltelli o uccisi in altre barbare maniere come l'annegamento o i roghi, anche a fuoco lento. Le inserzioni precedono l'ultima pagina con una foto di Papa Francesco che, nella didascalia, viene definito "papa crociato". L'articolo "Dabiq" punta a condannare i "sapienti governativi apostati" mostrandoli appunto accanto al pontefice di una religione che nel Medio evo produsse cavalieri crociati.

Oltre a riecheggiare l'inserzionistica pubblicitaria anglofona (il "for sale" dei due ostaggi), in giugno era circolato su internet un testo che - attribuito all'Isis - proponeva un delirante "concorso a premi": in palio c'era "una schiava" per i primi tre classificati di una gara di recitazione di versetti coranici.

Piaciuto questo Articolo? Condividilo...

Inserisci un Commento

Nickname (richiesto)
Email (non pubblicata, richiesta) *
Website (non pubblicato, facoltativo)
Capc

inserisci il codice

Inserendo il commento dichiaro di aver letto l'informativa privacy di questo sito ed averne accettate le condizioni.