Comitato direttivo
Giovanni F. Accolla, Franco Cardini, Domenico Del Nero, Giordano Bruno Guerri, Gennaro Malgieri, Gennaro Sangiuliano, Mirella Serri, Marcello Veneziani.
La Lectura Dantis, quella sorta di sintesi tra lezione e recita del Sacrato Poema, ha radici antiche soprattutto a Firenze, dove fu istituita dal Comune accortosi dopo ormai troppo tempo, secondo il solito malcostume italico, di aver mandato in esilio proprio il suo figlio più illustre. Secondo la tradizione , il primo sarebbe stato nientemeno che Giovanni Boccaccio, che contrariamente al surciglioso Petrarca era un grande estimatore della Commedia, e che premise l’aggettivo “divina” che comunemente accompagna il poema.
Una fruizione “dal vivo” del capolavoro di Dante non è mai mancata nel capoluogo toscano ed è senz’altro bellissima la manifestazione all’Improvviso Dante , giunta ormai all’VIII edizione, che vede sullo sfondo – palcoscenico del capoluogo toscano, la recita dell’intero poema da parte di studenti, cittadini, personalità.
Ma questa certo è un’altra cosa. Molti anni fa Firenze ospitò una lettura integrale del poema tenuta da Vittorio Sermonti nel cenacolo di Santa Croce, che registrò migliaia di presenze e un successo di cui molti si stupirono. Letture dotte e di grande livello sono poi sempre state organizzate dalla Società Dantesca Italiana; ma quello che è forse è venuto meno negli ultimi anni, dopo il grande successo dell’esperimento sermontiano, è un tipo di lettura che cercasse di avvicinare e coinvolgere il più possibile la cittadinanza non solo all’ascolto (già di per sé godibilissimo), ma anche alla comprensione del poema.
Di grande rilievo l’iniziativa presa dunque dalla scuola toscana e ospitata dal prestigioso Liceo Classico fiorentino Michelangiolo, di organizzare un ciclo di incontri sulla Divina Commedia che prevedono, per quest’anno, la lettura e il commento di alcuni canti dell’Inferno: “grazie, soprattutto, alla disponibilità di docenti di Lettere e di Dirigenti scolastici che hanno accettato la sfida di cercare di trasferire la loro passione per la Commedia dalle aule scolastiche ad un pubblico più vasto “ , ha ricordato la Dirigente Scolastica del Michelangiolo prof. Patrizia d’Incalci.
Davvero un cimento tutto toscano, che vede docenti di varie scuole della regione non solo e non tanto alle prese con studenti più o meno motivati o …. Ignavi (per quanto Dante, se ben spiegato, riscuota molto più successo anche trai ragazzi di quanto non si dica e creda) e dovranno, quindi, far valer la loro nobilitate! Ma sicuramente chi accetta un tal cimento (e sino a questo momento, c’è da dire che non sono moltissimi, ma l’elenco è in via di aggiornamento) ha robuste spalle e un ottimo allenamento. Tra l’altro, non tutti i lettori sono come si potrebbe pensare, letterati; ad leggere i primi due canti, nel dicembre scorso, è stato un matematico, il prof. Riccardo Pratesi.
Nel 2013 il ciclo riprende venerdì 11 gennaio alle 17,30 e il venerdì pomeriggio sarà il giorno consacrato al poema, ovviamente con le pause e le interruzioni legate alle esigenze del calendario scolastico, perché malgrado quel che pensa il ministro Profumo spesso e volentieri i prof si trattengono a scuola a lavorare anche di pomeriggio. Prossima lettura sarà quella di un “interno” del Michelangiolo, il prof. Domenico Del Nero, giornalista e saggista che affronterà il terzo canto, quello della porta degli Inferi, degli Ignavi e di Caronte. Venerdì 18 una coppia di docenti, i prof Brunero Burbassi e Alessandra Porri, daranno vita al canto V (Paolo e Francesca), mentre il VI (Ciacco) sarà evocato il venerdì successivo dal dirigente scolastico prof. Valerio Vagnoli, fine letterato e intenditore d’arte.
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