Questioni carceri

Anche il Papa a favore dell’amnistia

L’Italia, è tra i peggiori paesi del Continente in termini di sovraffollamento carcerario, con 150 detenuti ogni 100 posti disponibili

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Anche il Papa a favore dell’amnistia

Il Papa telefona a Pannella e gli consiglia di bere per attenuare i sintomi devastanti del suo ennesimo sciopero della fame dovuto alle invivibili carceri nostrane.

Il Presidente della Repubblica interviene nuovamente ricordando, a chi di dovere, che la scadenza con Strasburgo è ormai alle porte e non si può più assolutamente tergiversare sulla pelle dei detenuti, soprattutto quelli in attesa di giudizio e quindi a tutti gli effetti innocenti.

Ma di Giustizia e Carceri che sono strettamente legate tra di loro se ne parla pochissimo.

Gli interventi del Pontefice, di Pannella, di Napolitano e di tutte quelle persone che odiano la galera come tortura e sevizie, altro non sono che denunce più che esplicite.

L’Italia, è tra i peggiori paesi del Continente in termini di sovraffollamento carcerario, con 150 detenuti ogni 100 posti disponibili.

Il livello di detenzione, sulla base di un’analisi riportata più volte da chi si occupa giornalmente di questo problema, rispetto a Paesi paragonabili al nostro, e alla situazione della criminalità in Italia, è sconcertante attestandosi a percentuali da paura per i pessimi servizi igienici, i maltrattamenti, i suicidi e i tentati suicidi…

Il cosiddetto decreto svuota-carceri ha contribuito a una minuscola riduzione del numero dei detenuti nelle carceri italiane, il problema è ogni giorno più grave. Si stima, per esempio, che, dal 1988, ben 50 mila persone siano state vittima di ingiusta detenzione o di errore giudiziario; dal 1991 lo Stato ha risarcito circa 600 milioni di euro a questi carcerati innocenti. Eppure, dal 1988, su più di 400 cause presentate per responsabilità civile dei magistrati, solo quattro, sottolineo quattro, magistrati sono stati condannati. Com’è possibile?

Ma noi non vogliamo sindacare sul perché non siano in galera, vogliamo solo denunciare la facilità con cui, invece, rinchiudono dentro anche chi non si dichiara colpevole e dopo risulta, intendo dopo il carcere, innocente.

Per i ritardi della nostra giustizia, per tutti i suoi errori, per le inique vicende carcerarie abbiamo ricevuto dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo il doppio delle condanne ricevute dagli altri Paesi dell’Europa occidentale nel loro insieme.

Ma nonostante questo continuiamo imperterriti a fregarcene, fintanto non toccherà proprio a noi finire in gattabuia per non avere fatto assolutamente niente; forse allora cambierà qualcosa.

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