Editoriale

L'inferno non esiste, dunque Cristo ha fatto una fatica inutile!

Dalmazio Frau

di Dalmazio Frau

o che siamo vicini alla Santa Pasqua, l’argomento infernale suscitato dalla presunta intervista di Eugenio Scalfari (che senta avvicinarglisi il dì fatale?) a Jorge Bergoglio, alias Papa Francesco, mi sembra particolarmente sollazzevole.

Intanto, senza scomodare il Sommo Dante e il grandissimo John Milton, ricordo a coloro che non la conoscessero l’opera d’un medico e mago inglese di nome Johann Weyer, “Pseudomonarchia daemonum” datata 1563, secondo la quale i démoni esistenti sarebbero in numero di 7.409.127, comandati da ben settantanove principi, Nel libro viene inoltre specificato l’aspetto e il carattere di ciascun diavolo.

Ora, voi ben comprenderete che, ammesso sia vera l’affermazione fatta da Bergoglio sull’inesistenza degli Inferi resa al buon Scalfari, questa stessa ha gettato di certo il più profondo sconforto e agitazione nel già caotico Tartaro. Insomma, con buona pace di atei e increduli, credetemi se vi dico da persona informata dei fatti – viste le mie note sulfuree frequentazioni, stando ad alcuni – che l’altra sera a Roma, in prossimità del Colosseo, sotto al Pantheon e dalla tomba di Elio Callistio, c’era un certo mormorio. Un Granduca degli Inferi, mia vecchia conoscenza sin dai tempi del liceo, si sentiva particolarmente toccato, offeso addirittura, dalle parole dell’argentino vescovo dell’Urbe, che negavano l’esistenza stessa dell’Erebo.

«E noi allora? Noi dove staremmo?» chiedeva quasi in lacrime ardenti a un suo collega, un Principe dal bellissimo viso, intento a lucidarsi l’armatura d’onice. Certo tra le Coorti del Caos, tra le Legioni Oscure e le purpuree armate della notte la frase non è piaciuta granché. Negare l’Inferno è negare la loro esistenza, proprio un bel ringraziamento da parte di uno nei cui confronti tanto Loro si sono dati da fare! Eh no! Non è riconoscenza questa! Improvvisamente Francesco riesce a fare ciò che neanche a Lutero era riuscito: con una sola frase azzera di colpo Inferno e diavoli, lasciando tutto così nella non esistenza. Ma i nobili – e anche i più piccoli démoni inferiori – si sa bene che sono suscettibili, non li si può toccare così nell’odio proprio. Se l’inferno non ci fosse, allora neppure loro… gli toccherebbe non esistere… Non sarebbe neppure servito a nulla ribellarsi in Cielo, inutile sarebbe stato arrampicarsi su quell’Albero per offrire un frutto… E Lilith? Niente lussuria? E tutto quel casino a Cafarnao? Niente. Nulla. Vuoto. Quindi neppure Cristo sarebbe sceso agli Inferi dopo esser morto e prima di risorgere… perché tanto non c’era nessuno. L’Inferno è vuoto… No, qua siamo oltre, proprio non è stato accatastato, il che è molto peggio.

“Il più bel trucco del Diavolo sta nel convincerci che non esiste.” scriveva Charles Baudelaire, ma questo forse a Bergoglio in Argentina non l’hanno detto, eppure Ignazio da Loyola lo conosceva bene…

Lui sì, molto bene.

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    1 commenti per questo articolo

  • Inserito da Angelo il 15/04/2018 00:53:47

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